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Capitolo 7. Don di te stesso

Le forze e il riposo

L’agente Pistone ha passato parecchio tempo sia con Lefty Ruggiero sia con Sonny Black, e ci ha lasciato su di loro un’osservazione che mi piace più di tanti manuali di gestione. A differenza di Lefty, scrive, Sonny sapeva rilassarsi. Lefty stava nella parte del mafioso ventiquattr’ore su ventiquattro: qualunque cosa facessero, ci tirava sempre dentro gli affari del momento. Era il suo modo di nascondersi dal mondo di fuori. Sonny, anche se era più influente e più pericoloso, al ristorante e in mezzo alla gente si comportava come una persona normale: non sbraitava, non si faceva portare dietro le borse. Fuori dal suo mondo sembrava un bravo ragazzo, uno con cui farsi una risata e fare un po’ gli scemi. E in quei momenti, scrive Pistone, non cercava mai di parlare d’affari.

Sonny andava al campo da tennis con i calzettoni neri, anche se non sapeva giocare per niente. Sonny faceva lo scemo sulle giostre e sparava al tirassegno. Lefty restava in camera con il riscaldamento acceso, fumava una sigaretta dietro l’altra e brontolava di affari.

Indovina chi dei due è salito più in alto. Sonny è diventato caporegime. Lefty, «trent’anni nel giro» a sentire lui, è rimasto soldato, sempre al verde.

Lavorare e riposare sono un lavoro solo

È la prima cosa che ti voglio dire sulle forze. Il riposo non è una pausa dal lavoro, è una parte del lavoro. Come il muscolo cresce non durante l’esercizio ma dopo, mentre riposa, così la testa recupera forze quando molla le faccende. Uno che non si spegne mai non lavora di più. Lavora più a lungo, e peggio.

Lefty pensava che stare nella parte giorno e notte fosse un segno di dedizione. In realtà era un modo per nascondersi: dal mondo di fuori, dalla noia, da se stesso. Uno che parla sempre di lavoro spesso ha solo paura di restare da solo senza. Sonny si spegneva e si riaccendeva, e quando si riaccendeva pensava con la testa fresca.

Fai dello spegnimento un’abitudine. Un’ora al giorno in cui non pensi agli affari. Un giorno alla settimana in cui non ne parli. Una vacanza in cui non telefoni in ufficio ogni due ore. Le prime volte ti sembrerà che crolli tutto. Non crolla niente. E se crolla in un giorno senza di te, vuol dire che l’affare l’hai organizzato male, ed è meglio saperlo prima.

Né troppo né troppo poco

Seconda cosa: ognuno ha un carico con cui lavora meglio. Di meno, e si annoia e abbassa la guardia. Di più, e si sfinisce e sbaglia.

Pistone le conosceva tutte e due. Prima dell’operazione, nel 1974, lavorava nella squadra di New York contro i furti di camion: lavoravano sei giorni alla settimana, a volte non dormivano per due o tre notti di fila, in un turno recuperavano sei-sette camion rubati. E durante l’operazione c’erano mesi in cui nella banda di Brooklyn non succedeva niente, e lui, dice, moriva di noia. E nota: con un ritmo così rilassato è facile abbassare la guardia. La noia è pericolosa come la stanchezza, solo più silenziosa.

Guarda la tua gente allo stesso modo. Chi sbadiglia non è per forza un pigro. Magari è solo sottoccupato e comincia a sbagliare per la noia. Chi sbotta non è per forza un cattivo lavoratore. Magari gli hanno scaricato addosso il triplo di quello che può portare. Trova per ciascuno il carico con cui brucia ma non si brucia. E non dimenticarti di trovarlo per te.

Il proprio ritmo

Terza cosa: ognuno ha il suo ritmo. Certi pensano meglio la mattina, altri la notte. Certi lavorano a strappi, altri in modo regolare.

Dash racconta che nell’aprile del 1903 il Secret Service conduceva una grossa operazione sulla banda di Morello. Gli agenti sapevano che i falsari erano «nottambuli» e che la loro giornata cominciava tardi. Il primo degli uomini di Morello fu avvistato in strada solo alle undici meno un quarto del mattino. Il Secret Service regolò i suoi orologi sugli orari della banda. Il ritmo degli altri, come vedi, è anche un’informazione che si può usare.

Anche Pistone usava il ritmo. Teneva i rapporti insieme con Lefty e con Mirra, che non si potevano soffrire. Come faceva ad arrivare a tutti e due? Semplicissimo: Lefty andava a letto presto, Mirra faceva tardi, e così il tempo bastava per entrambi.

Scopri il tuo ritmo e costruiscici sopra la giornata. Le cose più difficili falle nelle ore in cui la testa funziona meglio. Riunioni e routine quando le forze sono più scarse. E scopri il ritmo della tua gente: potresti avere un dipendente che porta le idee migliori alle sette del mattino, e lo rovineresti costringendolo a stare in riunione fino alle nove di sera.

Provalo su di te

Quarta cosa: non credere sulla parola ai consigli degli altri sulle forze, nemmeno ai miei. Provali su di te. Prova per due settimane ad andare a letto un’ora prima e guarda che cosa cambia. Prova per una settimana a non aprire la posta prima di pranzo. Prova a fare una pausa ogni ora e mezza. Qualcosa funzionerà, qualcosa no. Le persone sono diverse, e su di te imparerai di più da due settimane di prova che da dieci libri.

Le retrovie

E l’ultima cosa, la più importante. Chi lavora a tutta forza deve avere le retrovie. Un posto dove non è il capo, né il principale, né il venditore, ma soltanto un uomo. Per quasi tutti è la casa.

I vecchi del nostro mondo sulla casa avevano due regole. La prima: la casa sono le retrovie, e va protetta, perché senza retrovie non vince nessuno. La seconda: la casa non è il posto per gli affari. Moglie e figli non devono sapere quello che può far loro del male, e non devono pagare il tuo lavoro con la loro tranquillità.

Pistone il suo lavoro l’ha pagato con la famiglia, e ne scrive senza commiserarsi. Confidarsi non poteva nemmeno con i suoi. Le figlie si erano abituate che le risposte le aveva solo la mamma. Alla fine la famiglia ha preso a odiare il suo lavoro, e già che c’era anche tutta l’FBI. L’operazione il Bureau l’ha chiusa con successo. La famiglia di Pistone l’hanno dovuta rimettere in piedi a parte, e senza budget.

Nel Padrino — parlo del film, ed è un film, ricordiamolo — c’è una scena al matrimonio in cui don Corleone chiede al suo figlioccio, il cantante, se passa del tempo con la famiglia, e gli dice che un uomo che non passa tempo con la famiglia non sarà mai un vero uomo. In bocca a uno che si guadagnava da vivere come se lo guadagnava Corleone suona strano. Ma la verità non smette per questo di essere verità.

Don Vincenzo la domenica non parlava d’affari, te l’ho già detto. Aggiungo: la domenica pranzava con la famiglia, e a quel pranzo non si poteva parlare di lavanderie, di olio e di soldi. Chi cominciava lavava i piatti. In quarant’anni i piatti li ho lavati quasi sempre io.

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