1863
A Palermo va in scena «I mafiusi di la Vicaria»
La commedia in dialetto siciliano sui detenuti della Vicaria, il carcere cittadino, piacque moltissimo al pubblico. Secondo gli storici fu proprio lei a diffondere in Italia la parola «mafia» e la prima versione del mito della «mafia buona»: affiliazione, codice, divieto di derubare gli indifesi.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «La leggenda della Famiglia»
1864
Il barone Turrisi Colonna descrive la «setta» e il suo silenzio
Nicolò Turrisi Colonna pubblicò un libro sulla «setta» che teneva nella paura i dintorni di Palermo; la parola «mafia» non c'è ancora. Secondo Dickie l'omertà nasce dall'umiltà: all'inizio era un codice di sottomissione, non di coraggio.
Se ne parla in: Parole di Famiglia, «I pensieri degli altri nella tua testa»
1870–1879
Franchetti trova i mugnai sotto la protezione dei mafiosi
Il toscano Leopoldo Franchetti girò la Sicilia e ne scrisse un libro che ancora oggi è considerato tra le migliori descrizioni della mafia. Nel suo racconto le società dei mugnai stanno sotto la protezione di mafiosi influenti; Gambetta ne deduce che un cartello ha bisogno di un garante che impedisca a chiunque di barare.
Se ne parla in: Soldi di Famiglia, «Grano e petrolio»
1872–1875
Il dottor Galati e il giardino di limoni
Il medico palermitano Gaspare Galati ereditò un giardino dove il guardiano Carollo prendeva una quota del raccolto e rubava. Quando Galati lo licenziò, il nuovo guardiano fu ucciso alle spalle (1874) e al dottore arrivarono lettere in cui l'assassino era chiamato «uomo d'onore». Nel 1875 Galati scrisse un memoriale al ministro dell'Interno; gli storici hanno ricostruito il caso dalla sua testimonianza.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «I cinque pilastri dell’Affare» · Affari di Famiglia, «Stuzzicare l’appetito» · Soldi di Famiglia, «Forward e future»
1889
Corleone: Vella ucciso grazie alle sue abitudini
Il capitano delle guardie campestri Vella indagava su un furto di bestiame. Il giovane Giuseppe Morello, racconta Dash, ne studiò le abitudini: ogni sera lo stesso caffè, lo Stella d'Italia, a casa sempre per la stessa strada e da solo. Vent'anni dopo lo stesso metodo funzionerà contro Petrosino.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Obiettivo e abitudine»
1893
Bernardino Verro si affilia ai «fratuzzi» di Corleone
Il capo contadino Verro, in cerca di protezione, si fece affiliare alla mafia locale e presto se ne pentì: i «fratuzzi» si presero il suo circolo e ci mettevano in giro soldi falsi. Ruppe con loro, fu dichiarato traditore e il 3 novembre 1915 gli spararono davanti al municipio di Corleone.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Come si entra in Famiglia» · Soldi di Famiglia, «Non giocare col baro»
1893
Ucciso il marchese Notarbartolo, ex direttore del Banco di Sicilia
Negli anni Ottanta dell'Ottocento Notarbartolo dirigeva il Banco di Sicilia e combatteva una battaglia senza speranza contro i prestiti a persone inesistenti; il consiglio della banca ottenne la sua uscita, e i sospetti cadevano su un consigliere, Raffaele Palizzolo, legato ai clan. Nel 1893 Notarbartolo fu ucciso; Palizzolo fu poi processato. Per il Consigliere è una storia su cosa succede ai soldi altrui senza controllo.
Se ne parla in: Soldi di Famiglia, «Banche e timbri» · Soldi di Famiglia, «Perché «tutto in comune» non funziona»
1900-04
Il rapporto Sangiorgi e la retata di Palermo
Il questore Ermanno Sangiorgi, in 485 pagine manoscritte, smontò pezzo per pezzo la mafia di Palermo: otto cosche, 218 «uomini d'onore», rito, codice, casse comuni. Nella notte tra il 27 e il 28 aprile 1900 la polizia fece una retata sulla sua lista, ma nel giugno 1901 i condannati furono soltanto 32.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Smontare e contare» · Affari di Famiglia, «Come cresce un’organizzazione»
1902-12-31
Morello registra la Ignatz Florio Co-operative Association
L'impresa edile della famiglia Morello partì con un capitale di 1200 dollari, crebbe a forza di ipoteche e costruiva senza riserve di contanti. Il panico del 1907 fece crollare i prezzi, nell'estate del 1908 i soldi finirono e la cooperativa, trascinatasi fino al 1913, non recuperò mai le perdite.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «I soldi degli altri» · Affari di Famiglia, «Quanto hai messo e quanto hai perso» · Affari di Famiglia, «Come cresce un’organizzazione»
1903–1907
«Mano Nera»: un'etichetta a disposizione di tutti
A New York gli estorsori cominciarono a firmare le lettere ai bottegai «Mano Nera», ma dietro non c'era un'organizzazione unica: scrivevano gangster e vicini invidiosi. Tra il 1903 e il 1907 esplosioni e aggressioni con quel nome diventarono quattro volte tante.
Se ne parla in: Soldi di Famiglia, «Come hanno rotto la macchina» · Affari di Famiglia, «Al tavolo» · Parole di Famiglia, «Come risvegliare un sentimento»
1903-04
Flynn mette sotto sorveglianza Stanton Street
Agenti del Secret Service travestiti da scaricatori, dalle otto del mattino al buio, annotavano chiunque entrasse dagli uomini di Morello. In due settimane misero insieme una decina di nomi, altri sette o otto non riuscirono a identificarli, e Flynn registrò onestamente entrambe le cose.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Smontare e contare» · Affari di Famiglia, «Una cosa alla volta»
1907
Il panico del 1907 travolge le banche di Little Italy
Il panico finanziario e la recessione colpirono i quartieri degli immigrati di New York: solo a Little Italy fallirono venticinque banche e dodicimila clienti persero i risparmi. Sotto quel colpo finirono anche i cantieri di Morello e il commercio di Lupo.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «I soldi degli altri» · Affari di Famiglia, «Soldi e tempo» · Soldi di Famiglia, «Code grasse e cigni neri»
1908-11
Il tipografo Comito comincia a stampare banconote false per Morello
Il tipografo disoccupato Antonio Comito fu portato a Highland e messo a stampare banconote canadesi e americane; l'inchiostro sbavava, il verde non veniva. Lo sappiamo soprattutto dalla sua stessa testimonianza: più tardi raccontò tutto al Secret Service, e questo aiutò a mandare Morello in prigione.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «La prova generale» · Soldi di Famiglia, «Il prezzo sa tutto» · Parole di Famiglia, «Ingresso libero»
1909-03-12
L'omicidio di Joe Petrosino a Palermo
Il poliziotto di New York era venuto in segreto in Sicilia a raccogliere i certificati penali dei banditi. Cenava sempre al Caffè Oreto alla stessa ora e girava senza rivoltella; la sera del 12 marzo gli spararono mentre tornava dal caffè. Un'abitudine che fa risparmiare energie la vede anche il nemico.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Obiettivo e abitudine» · Parole di Famiglia, «Incontri e carte»
1909-11-15
Flynn arresta Morello; nel 1910 la condanna a 25 anni
Più di sei anni dopo la sorveglianza di Stanton Street, il Secret Service arrestò Morello per le banconote false, e nel febbraio 1910 il tribunale gli diede venticinque anni. Per Flynn contava la condanna, non l'arresto, ed è quella che ottenne.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Il carattere» · Affari di Famiglia, «Smontare e contare» · Soldi di Famiglia, «Come togliersi il rischio»
1910–1911
Il rapporto sulla vittoria contro la Mano Nera e settanta bombe
Il capo del Secret Service Wilkie dichiarò che dopo l'arresto di Morello le estorsioni in stile Mano Nera erano calate di oltre il 75 per cento. Critchley invece conta a New York 70 esplosioni nel 1911 contro 35 nel 1910. I numeri si possono conciliare con definizioni diverse, ma il rapporto va verificato, non preso sulla fiducia.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Come mentono i numeri»
1915-05-17
Ucciso Giosuè Gallucci, «il re di Little Italy»
Dopo l'arresto di Morello il padrone di East Harlem divenne Gallucci: lotteria, ghiaccio d'estate e carbone d'inverno, usura. Avevano provato a ucciderlo molte volte e sembrava invulnerabile, finché non gli spararono insieme al figlio in un caffè sulla 109ª strada. Agli eredi lasciò 3402 dollari in contanti, non il milione di cui parlavano i giornali.
Se ne parla in: Soldi di Famiglia, «Code grasse e cigni neri» · Soldi di Famiglia, «Le uova e il paniere» · Soldi di Famiglia, «L’aritmetica del contabile»
1916
I commercianti di carciofi di Brooklyn trattano sul pizzo
Le bande napoletane chiesero ai grossisti 50 dollari per ogni vagone di carciofi. I commercianti rifiutarono, offrirono 15 e si chiuse a 25. Perfino l'estorsione si rivelò una trattativa sul prezzo, in cui anche la parte debole ha la sua leva.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Il prezzo agli occhi del cliente» · Affari di Famiglia, «Al tavolo»
1917-11
Ralph Daniello, detto il Barbiere, va dalla polizia
Un soldato della camorra di Brooklyn viveva con quindici dollari a settimana. Latitante, scriveva al boss Vollero chiedendo soldi e i pagamenti ai genitori, ma non ebbe nemmeno una riga di risposta: allora scrisse alla polizia. La sua testimonianza fece luce su ventitré omicidi; Vollero fu condannato a morte, pena poi commutata nell'ergastolo, e la camorra di Brooklyn non si riprese più.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Che cosa serve a un soldato»
1919-01
Il diciottesimo emendamento: in America arriva il proibizionismo
Gli Stati ratificarono l'emendamento che vietava gli alcolici, e dal gennaio 1920 il divieto entrò in vigore. I gangster diventarono «i migliori amici» degli americani che bevevano, e i siciliani in fuga dalle retate di Mori trovarono in quell'America lavoro e profitti enormi.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Che cosa vuole la strada» · Affari di Famiglia, «In caso di guerra» · Soldi di Famiglia, «Come funziona un mercato» · Soldi di Famiglia, «Andare in Borsa»
1922-05-08
Sparatoria in Grand Street: feriti solo i passanti
A un isolato dal comando di polizia cinque uomini, tra cui Giuseppe Masseria, aprirono il fuoco l'uno contro l'altro. Il giornale scrisse che erano stati feriti quattro uomini e due donne, mentre i tiratori non si erano colpiti tra loro; ad agosto Masseria schivò «con un'agilità sorprendente» le pallottole altrui.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Un cavernicolo in giacca e cravatta»
1926-05
Il «prefetto di ferro» Mori comincia le retate in Sicilia
Cesare Mori arrivò nel paese di don Vito Cascio Ferro e avviò retate in cui si arrestavano più di cento persone alla volta; cinquecento mafiosi, secondo Dickie, se ne andarono semplicemente in America. Nel 1929 Mussolini telegrafò che il lavoro era finito, e alla stampa fu ordinato di non scrivere più di mafia. Nel 1943 il regime crollò e la mafia tornò.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «In caso di guerra» · Affari di Famiglia, «Smontare e contare» · Affari di Famiglia, «Quello che nessuno sa»
1928-12-05
Cleveland: la polizia sorprende una riunione all'Hotel Statler
L'agente Frank Osowski vide scendere da alcune auto davanti all'albergo degli uomini robusti e chiamò rinforzi. Fermarono ventitré italiani di città diverse, tutti in biancheria di seta nuova; quindici si dichiararono persone sospette. Si riconoscevano tra loro, e uno sguardo estraneo li tradì.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «I nostri e gli altri»
1929-05
Il convegno di Atlantic City: «seppellire il passato»
Dopo la strage di San Valentino i capi delle bande di Chicago, Capone e i suoi nemici, si ritrovarono in una località balneare per fare la pace. Secondo il racconto di un giornale decisero di «seppellire il passato», con Johnny Torrio come arbitro.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «A chi guardare»
1930–1931
Capone «nemico pubblico numero uno», poi 11 anni per le tasse
La Chicago Crime Commission mise Capone al primo posto nella lista dei «nemici pubblici», e nel 1931 fu condannato a undici anni per evasione fiscale. La sua passione per l'autopromozione era un anatema per la mafia siciliana: il rumore lo rese un bersaglio.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Far parlare di sé» · Soldi di Famiglia, «Debiti, tasse e quanto distribuire»
1931-04-15
Ucciso Giuseppe Masseria a Coney Island
Il «boss dei boss» fu ucciso in un ristorante di Coney Island; dietro l'omicidio c'era Charles Luciano. Così finì la prima fase della guerra castellammarese, per la quale, secondo Valachi, Tommaso Gagliano aveva dato più di tutti, 140 mila dollari, senza riavere un centesimo.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Perché il consigliere non ha studiato ad Harvard»
1931-09-10
Ucciso Maranzano, effimero «boss di tutti i boss»
Il vincitore della guerra, Salvatore Maranzano, riscuoteva tributi sotto forma di biglietti per un banchetto: Capone ne comprò mille a sei dollari. A settembre lo uccisero nel suo ufficio di Park Avenue, e lasciò un'ipoteca, non una fortuna. La leggenda secondo cui Luciano poi sterminò i vecchi boss e inventò la Commissione non trova conferma nei documenti.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Perché il consigliere non ha studiato ad Harvard» · Affari di Famiglia, «Prima la ricognizione» · Soldi di Famiglia, «Le piramidi dei re» · Soldi di Famiglia, «Un tetto sopra la testa»
1933–1936
Il sindacato di Luciano e la condanna a cinquant'anni
Nell'autunno del 1933 Luciano si mise a capo di un sindacato che taglieggiava le case di tolleranza e le spremeva sempre di più. Nel febbraio 1936 fu arrestato dagli uomini del procuratore Thomas Dewey; decisive furono le testimonianze delle donne che vi lavoravano, e Luciano ebbe cinquant'anni. Fu liberato ed espulso nel 1946.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Che cosa ritoccare» · Affari di Famiglia, «Il potere»
1935
Il «re dei carciofi» Terranova va in rovina
Ciro Terranova, fratellastro di Morello, passava per milionario e nel 1935 diede alla figlia un matrimonio sfarzoso. Ma il suo racket rendeva meno di un terzo di milione di incassi l'anno, il fisco fece il resto, e due anni dopo fallì per un conto di 543 dollari.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Quello che resta in tasca» · Soldi di Famiglia, «Debiti, tasse e quanto distribuire» · Soldi di Famiglia, «Un tetto sopra la testa»
1936–1947
Gli ultimi anni di Ignazio Lupo, il Lupo
Uscito di prigione, Ignazio Lupo tornò a taglieggiare i fornai di Brooklyn, ma il mondo era cambiato: i fornai si rivolsero al governatore e nel 1936 lo rimandarono a scontare il resto della pena. Uscì il 21 dicembre 1946 con sette dollari in tasca e morì tre settimane dopo; i giornali non ne parlarono.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «In caso di guerra»
1942-02
L'incendio del Normandie e la leggenda dello sbarco del 1943
Dopo l'incendio del transatlantico Normandie sull'Hudson, l'intelligence della Marina, temendo sabotaggi, si rivolse a chi controllava il porto: tramite Joseph Lanza arrivò a Luciano. Da qui nacque la leggenda secondo cui la mafia avrebbe aiutato gli Alleati a sbarcare in Sicilia; per la maggior parte degli storici, scrive Dickie, è una favola, e prove non ce ne sono.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «In caso di guerra»
1947-05-01
Portella della Ginestra: gli uomini di Giuliano sparano sulla folla
Il bandito Salvatore Giuliano, il volto più noto della Sicilia del dopoguerra, amava fotografi e giornali. I suoi uomini aprirono il fuoco su una manifestazione contadina del Primo maggio; i morti furono undici. Nell'estate del 1950 il suo corpo fu trovato a Castelvetrano, e Pisciotta, che lo aveva tradito, morì nel 1954 all'Ucciardone, avvelenato con la stricnina.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Far parlare di sé» · Affari di Famiglia, «A chi guardare»
1957
Le famiglie americane chiudono le affiliazioni fino al 1976
Le famiglie americane decisero di non affiliare nuovi membri per diciannove anni: il titolo di uomo d'onore era la loro merce principale, e ne tenevano sotto controllo il numero. Frank Scalice, che secondo una versione vendeva l'affiliazione a chiunque, fu ucciso lo stesso anno.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «A che cosa abbocca» · Affari di Famiglia, «Come cresce un’organizzazione»
1957-10
Il pranzo allo Spanò e la nascita della Commissione a Palermo
Durante un pranzo di cinque ore al ristorante Spanò di Palermo, Joe Bonanno, secondo il racconto di Tommaso Buscetta, propose ai siciliani di darsi una Commissione sul modello americano. La formarono i capi dei mandamenti; Dickie sottolinea che non c'era niente di sostanzialmente nuovo, e Bonanno nelle sue memorie quel pranzo non lo nomina nemmeno.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Come cresce un’organizzazione» · Affari di Famiglia, «A chi guardare»
1959–1963
Il «sacco di Palermo»: l'edilizia in mano alla mafia
Quando i lavori pubblici erano in mano a Salvo Lima e Vito Ciancimino, il comune rilasciò 4205 licenze edilizie, e otto su dieci furono intestate a cinque persone, tra cui un carbonaio e un portiere. Nel novembre 1959 in una sola notte fu demolita villa Deliella, una delle più belle case liberty della città.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Quanto hai messo e quanto hai perso» · Soldi di Famiglia, «Un tetto sopra la testa»
1962–1963
Joseph Valachi racconta come è fatta la mafia
Un soldato di una delle famiglie di New York parlò sotto la minaccia della sedia elettrica, e nel 1963 testimoniò davanti a una commissione del Senato. Critchley scrive che le sue parole, come furono interpretate allora, diventarono la base di tutti i modelli successivi della mafia come impero unico e centralizzato, anche se in seguito l'FBI vide piuttosto frammentazione.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Il segreto» · Affari di Famiglia, «Come mentono i numeri» · Soldi di Famiglia, «Una protezione onesta» · Soldi di Famiglia, «Le piramidi dei re»
1963-06-30
La strage di Ciaculli e lo scioglimento della Commissione
Una lite su una partita di eroina del 1962 degenerò in una guerra tra clan. L'Alfa Romeo imbottita di esplosivo abbandonata a Ciaculli era destinata, a quanto pare, ai Greco, e invece uccise il tenente Mario Malausa e altri sei uomini che cercavano di disinnescarla. La polizia arrestò quasi duemila persone, e nell'estate del 1963 la Commissione decise di sciogliersi.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Quello che nessuno sa»
1971
La Lega italoamericana contro la parola «mafia» nel Padrino
Mentre Coppola e il produttore Albert Ruddy si preparavano a girare il film, la Lega per i diritti civili degli italoamericani, legata a Joseph Colombo, chiedeva di togliere le parole «mafia» e «Cosa nostra». Ruddy accettò: nella sceneggiatura «mafia» compariva solo due volte, e alla fine la Lega appoggiò il film.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «La leggenda della Famiglia»
1973-03-29
Leonardo Vitale si presenta da solo alla polizia di Palermo
Il mafioso trentaduenne raccontò il rito, le famiglie e i suoi omicidi. Fu dichiarato seminfermo di mente, e al processo del 1977, su ventotto imputati, furono condannati solo lui e suo zio. Passò anni in manicomio, uscì nel 1984 e poco dopo fu ucciso.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Il segreto» · Parole di Famiglia, «Perché la gente paga» · Parole di Famiglia, «I pensieri degli altri nella tua testa»
1974
Il crollo dell'impero di Sindona
Michele Sindona, il finanziere più influente d'Italia, finanziava generosamente la Democrazia cristiana e, si sospettava, riciclava i soldi di Cosa nostra. Nel 1974 l'impero crollò, lui fuggì in America, nel 1979 inscenò un rapimento in Sicilia per spaventare i vecchi alleati e costringerli a salvare le sue banche, e nel 1986 morì in carcere dopo aver bevuto un caffè al cianuro.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Quanto hai messo e quanto hai perso» · Soldi di Famiglia, «Come vanno in fumo le banche»
1976-05
L'affiliazione di Giovanni Brusca
Al diciannovenne Brusca chiesero che cosa pensasse dell'uccidere, gli punsero il dito, e Totò Riina diede fuoco al santino che teneva tra le mani. Poi Riina gli presentò suo padre come uomo d'onore: per regola i membri si riconoscono solo tramite un terzo. Il racconto è dello stesso Brusca.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Come si entra in Famiglia»
1976-09
L'agente dell'FBI Joseph Pistone diventa Donnie Brasco
Pistone sparì da tutti gli elenchi dell'FBI e per quasi cinque anni, fino al luglio 1981, visse a New York in mezzo agli uomini della famiglia Bonanno fingendosi un piccolo ladro di gioielli. Telefonate al contatto ogni due o tre giorni, niente appunti addosso, «meno parli, meno menti».
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Il carattere» · Affari di Famiglia, «Una macchina senza uomini» · Soldi di Famiglia, «L’aritmetica del contabile» · Parole di Famiglia, «In sintonia col mestiere, non coi gesti»
1978-05-09
Ucciso Peppino Impastato
Figlio di una famiglia mafiosa di Cinisi, ruppe con il padre, scrisse contro la mafia e prese in giro alla radio il boss locale. Lo uccise la mafia, ma i giornali parlarono di un estremista di sinistra dilaniato dalla sua stessa bomba. Per stabilire la verità ci vollero quindici anni, e nel 2000 una commissione parlamentare giudicò le indagini frettolose e superficiali.
Se ne parla in: Parole di Famiglia, «È la cornice che decide» · Parole di Famiglia, «Come si cambia idea»
1979-07
L'omicidio di Carmine Galante a Brooklyn
Il capo della famiglia Bonanno, uscito di prigione da pochi mesi, fu ucciso mentre pranzava nel cortile del ristorante Joe and Mary di Knickerbocker Avenue. Le due guardie del corpo che pranzavano con lui se ne andarono, e poco dopo diventarono entrambi capitani. Pistone vide dall'interno che nessuno annunciava il cambiamento in anticipo e con che rapidità, dopo, si riorganizzavano le squadre.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «La politica» · Affari di Famiglia, «Il tuo capo»
1981-04-23
Ucciso Stefano Bontate: comincia la seconda guerra di mafia
L'anno prima Tommaso Buscetta era stato ospite di Bontate e Inzerillo e aveva visto che erano completamente presi dal traffico di eroina: davanti alla villa di Inzerillo ogni giorno si fermavano decine di camion, mentre i corleonesi di Riina si preparavano con pazienza alla guerra. Buscetta nel gennaio 1981 volò in Brasile. Bontate fu ucciso tornando dalla festa del suo compleanno, Inzerillo due settimane e mezzo dopo.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Amici e nemici» · Soldi di Famiglia, «Come togliersi il rischio» · Soldi di Famiglia, «Troppo sicuro di sé»
1981-07-26
Chiusa l'operazione Donnie Brasco
Nella famiglia Bonanno era cominciata una guerra, si uccidevano uomini di rango, e l'FBI decise di far uscire Pistone, anche se lui chiedeva di restare almeno fino ad agosto. Gli agenti andarono da Sonny Black nel suo bar e gli dissero chi era il suo protetto. Sonny Black non tornò da una riunione, e nell'agosto 1982 il suo corpo fu trovato a Staten Island.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Quando chiudere bottega» · Affari di Famiglia, «Le trappole della propria testa» · Affari di Famiglia, «Chi se ne va, chi ruba, gli anni di magra»
1982-06-18
Roberto Calvi trovato sotto il ponte di Blackfriars
Il presidente del Banco Ambrosiano di Milano, come Sindona, salì in alto, crollò e cercò di salvarsi col ricatto. Lo trovarono impiccato a Londra con dei mattoni nelle tasche; la polizia pensò dapprima al suicidio. Nel 2002 le autorità italiane parlarono di omicidio, sulla base del racconto di un mafioso pentito, ma nel 2007 il tribunale assolse gli imputati.
Se ne parla in: Soldi di Famiglia, «Come vanno in fumo le banche»
1983
Ucciso Allen Dorfman, gestore della cassa pensioni
Tra gli anni Cinquanta e Settanta il fondo pensioni del sindacato dei camionisti, per mano di Dorfman, prestava soldi a chi costruiva e comprava casinò a Las Vegas, e molti prestiti non tornarono. Dai casinò stessi, secondo i calcoli delle autorità federali, la mafia portò via circa trecento milioni di dollari. Dorfman fu ucciso prima della lettura della sentenza.
Se ne parla in: Soldi di Famiglia, «La pensione del soldato»
1983-07
Strage a Palermo: ucciso il magistrato Rocco Chinnici
La mafia fece saltare in centro l'auto del capo di Falcone; morirono Chinnici, due uomini della scorta e il portiere del palazzo. Al suo posto arrivò Antonino Caponnetto, che formò una squadra in cui le conoscenze erano di tutti: Falcone, Borsellino, Di Lello, Guarnotta. Così la morte di uno non poteva più fermare il lavoro.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Come guardare la gente»
1984-09-29
Buscetta collabora: 366 mandati di cattura
Caponnetto annunciò in conferenza stampa che Tommaso Buscetta collaborava con la giustizia e che erano stati emessi 366 mandati di cattura; le manette, racconta Dickie, non bastavano. Buscetta aveva accettato di parlare solo con Falcone. Così cominciò la preparazione del maxiprocesso.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Come guardare la gente»
1990
Medford: l'FBI registra per la prima volta un rito di affiliazione
Nella famiglia Patriarca, a Medford, nel Massachusetts, un rito di affiliazione mafiosa finì per la prima volta su un nastro delle forze dell'ordine. Gli affiliati giuravano di non rivelare il segreto; la registrazione diventò la prova di ciò che fino ad allora si sapeva solo dai pentiti.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Il segreto»
1992
La mafia uccide i giudici Falcone e Borsellino
I due principali nemici di Cosa nostra morirono in due attentati a due mesi di distanza; con Falcone morirono la moglie e la scorta. Ma la squadra messa insieme da Caponnetto era fatta in modo che le conoscenze non morissero con le persone, e il lavoro andò avanti.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Che cosa si racconta» · Affari di Famiglia, «Di che cosa ha paura» · Affari di Famiglia, «Soldi e tempo» · Affari di Famiglia, «Come guardare la gente»
1992-01-30
La Cassazione conferma le condanne del maxiprocesso
Cosa nostra era convinta che l'«ammazzasentenze» Corrado Carnevale le avrebbe annullate, come aveva fatto in passato. Ma a presiedere fu Arnaldo Valente, e le condanne ressero. Riina, che per anni aveva promesso ai suoi che Roma avrebbe sistemato tutto, perse la faccia e rispose con la guerra allo Stato.
Se ne parla in: Soldi di Famiglia, «Code grasse e cigni neri» · Affari di Famiglia, «Di che cosa ha paura» · Affari di Famiglia, «Quello che nessuno sa»
1992-03-12
Ucciso Salvo Lima
Il democristiano fu ucciso sulla strada per Palermo: la prima vittima della guerra di Riina allo Stato, prima di Falcone e Borsellino. Un pentito spiegò che Lima aveva garantito che a Roma si sarebbe sistemato tutto e non aveva mantenuto; Dickie osserva che non c'è motivo di affermare che quelle promesse le avesse fatte davvero.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Quello che nessuno sa»
1993-01
L'arresto di Totò Riina
Il «boss dei boss» era latitante da quasi venticinque anni; i carabinieri avevano solo una sua foto del 1969. Lo individuarono grazie a un filmato di sorveglianza in cui un mafioso arrestato riconobbe il giardiniere, il figlio e la moglie di Riina, e lo presero in macchina in piazza Einstein. Secondo Dickie dapprima andò nel panico e si riprese solo quando capì che erano carabinieri.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Un cavernicolo in giacca e cravatta» · Affari di Famiglia, «Una cosa alla volta»
1994-03-19
Ucciso don Peppe Diana a Casal di Principe
Il prete che parlava apertamente contro i clan della camorra fu ucciso a colpi di pistola dentro la chiesa. Perché non diventasse un martire, la cornice cominciò a cambiare subito: il camorrista Giuseppe Quadrano, diventato collaboratore di giustizia, inventava moventi, e un giornale locale scriveva che il prete era un camorrista anche lui. Nel 2003 il tribunale accertò che a sparare era stato proprio Quadrano.
Se ne parla in: Parole di Famiglia, «È la cornice che decide» · Parole di Famiglia, «Come si cambia idea»
1996
Il numero dei pentiti tocca il massimo: 424
Riina rispose ai pentiti con il terrore: Salvatore Cancemi lo sentì dire che bisognava ucciderne i parenti fino alla ventesima generazione. Più dentro cresceva la paura, più gente pensava di stare più sicura con lo Stato, e nel 1996 i pentiti erano 424. La paura che teneva insieme l'organizzazione cominciò a scioglierla.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Tutti per uno»
2000-03-02
Brooklyn: incriminazione per le azioni gonfiate
Un gran giurì federale incriminò diciannove persone; sei di loro, secondo l'accusa, erano legate alle famiglie Bonanno, Genovese e Colombo. Tra il 1993 e il 1996, tramite due società di brokeraggio sotto il loro controllo, gonfiavano il prezzo delle azioni di quattro società e le scaricavano su compratori ingenui.
Se ne parla in: Soldi di Famiglia, «Chi lo sa prima»
2004
La faida di Secondigliano: gli «scissionisti» contro il clan Di Lauro
Paolo Di Lauro aveva costruito lo spaccio come un franchising con luogotenenti autonomi; suo figlio Cosimo li mise a stipendio e tolse loro l'autonomia. Una parte dei luogotenenti si staccò, e a Napoli cominciò la guerra che Saviano ha raccontato da vicino. Uno dei primi bersagli fu Ferdinando Bizzarro, ex luogotenente del clan a Melito, che voleva decidere da solo.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Come cresce la Famiglia» · Affari di Famiglia, «Che cosa si racconta» · Affari di Famiglia, «Amici e nemici»
2006
Provenzano arrestato, i suoi pizzini portano ad altri 45 arresti
Per tredici anni dopo l'arresto di Riina Bernardo Provenzano comandò senza telefoni e senza incontri, solo con bigliettini passati di mano in mano. Furono proprio i pizzini a tradire il sistema: nell'estate del 2006, dopo l'arresto del boss, la polizia grazie ai pizzini decifrati fermò in una sola mattina quarantacinque persone.
Se ne parla in: Affari di Famiglia, «Come decide il Don» · Affari di Famiglia, «Una cosa alla volta»

