
Capitolo 10. Una squadra tutta tua
Codice d’onore
- Le carte su un uomo non valgono niente. Una settimana accanto a lui vale tutto.
- Non chiedere «è bravo?», chiedi «lo riprenderebbe?».
- L’eccezione alle regole di assunzione è una scommessa. Sappi su che cosa punti.
- La gente difficile non si raddrizza. Lasciala dov’è.
- La raccomandazione apre la porta, ma il lavoro non lo fa al posto tuo.
- Le cariche si tagliano sulla misura dell’affare, non sul manuale.
- Dal soldato migliore si cava facilmente un pessimo luogotenente.
- Il consigliere serve a dirti quello che non vuoi sentire.
- La segretaria e il contabile ne sanno più del Don. Pagali per tacere e non offenderli.
- Il titolo è un anticipo, i soldi sono il saldo.
- Non a tutti serve un titolo. Scopri che cosa muove l’uomo.
- «La prossima volta tocca a te» si può dire una volta sola.
- L’aumento dato a chi si lamenta insegna a lamentarsi.
- L’oratore si giudica da quello che resta dopo la relazione.
- Al piagnone chiedi che cosa propone.
- Dal pettegolo si fa passare quello che devono sapere tutti.
- L’attaccabrighe si rimette a posto subito e a quattr’occhi.
- Chi sa ascoltare senza promettere spegne più incendi di un capo.
- La lite lasciata crescere, dopo una settimana non la riconosci più.
- Prima ciascuno a quattr’occhi, poi tutti allo stesso tavolo.
- Avere ragione non ti dà il diritto di urlare contro i boss.
- Di chi hai portato rispondi tu.
- Licenzia in fretta, di persona, e paga più del dovuto.
- Il furto perdonato diventa regola.
- Nell’anno di magra si taglia dall’alto, cominciando da sé.
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