
Capitolo 12. Smontare e contare
Codice d’onore
- Finché dici «va male», non aggiusti niente. Di’ dove, di preciso, va male.
- Una buona scomposizione ti dice dove scavare. A scavare tocca comunque a te.
- La colonna «non lo so» nel rapporto è il segno di un uomo onesto, non di uno incapace.
- Tre numeri il lunedì valgono più di trenta a sentimento.
- A chi porta i numeri senza fronzoli si crede anche senza controllare. Ma si controlla lo stesso.
- Prima di credere a un numero, scopri chi l’ha contato e che cosa ci guadagna.
- Una registrazione dove urla la televisione non è una prova, è rumore.
- Il numero non ti piace? Cambia l’affare, non il metro.
- Smettere di contare i delitti non è la stessa cosa che sconfiggerli.
- Un numero ha bisogno di vicini. Il numero solo mente anche quando dice la verità.
- Un cliente che alza la voce resta un cliente solo.
- Ogni numero è un segmento. Chiedi quanto è lungo.
- Hanno confiscato quello che hanno trovato. Il resto non l’ha contato nessuno.
- Camminare insieme non vuol dire tenersi per mano.
- Hai messo dentro il cattivo principale e le bombe scoppiano ancora? Controlla se era davvero il principale.
- La media ama mentire. Chiedi chi sta nel mezzo e chi sul bordo.
- Dove il boss ha i capelli bianchi, la scala non si rompe.
- Quando non puoi pesare quello che serve, pesa quello accanto e ricordati che cosa hai pesato.
- Conosci la tua norma, o la disgrazia non la vedrai arrivare.
- Facce sconosciute al banco parlano della domanda prima di qualsiasi rapporto.
- Una merce, porte diverse. Il medico nell’androne non ci va.
- Il cliente è un patrimonio. Sappi quanto vale.
- Il piccolo pagalo oggi, al grosso resta debitore domani.
- L’olio è uno, ma a ognuno lo porti come fa comodo a lui.
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