
Capitolo 9. La gente della Famiglia
Codice d’onore
- I soldi senza la tua gente non ti salvano nemmeno da un borseggiatore.
- Non guardare la targhetta sulla porta, guarda di chi è la parola che diventa un fatto.
- L’ora del capo spesa nel lavoro del soldato è una perdita doppia.
- Ogni uomo nuovo nella squadra rende più cara ogni conversazione.
- Il potere che non sai spiegare alla gente è solo un titolo.
- Chi non risponde alla lettera del soldato si firma la condanna da solo.
- Sapere come si chiama la moglie costa zero e tiene la gente vent’anni.
- L’umiliazione in pubblico è un debito che ti presentano nel giorno peggiore.
- La regola col «perché» si rispetta anche quando nessuno guarda.
- Di’ che cosa e perché. Il come lascialo a chi lo sa fare.
- Ordine chiaro, corto, fattibile. E pochi.
- Il compito senza nome non è di nessuno.
- Moltiplica i tuoi tempi per una volta e mezza e non offenderti.
- Dai capi si va con la risposta, non con la domanda.
- I nostri riconoscono i nostri. Anche la polizia.
- Basta un dettaglio che stona col personaggio, e ti tradisce tutto.
- La pubblicità migliore è quando ti raccomandano e tu non lo sai.
- I parenti poveri di ieri imparano in fretta.
- Chi la scadenza l’ha detta lui, ci si tiene più stretto.
- L’autorità senza ragione finisce al primo fiasco.
- Dimmi per che cosa paghi, e ti dirò che cosa hai comprato.
- «Abbiamo sempre fatto così» non è un argomento.
- Quello che ti aspetti da un uomo, quello diventa. Più spesso di quanto pensi.
- Prima di decidere che uno non vale niente, chiedi che cosa è successo.
- L’insostituibile è un lavoro lasciato a metà.
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