Dieci domande su come lavori. Rispondi sinceramente: la Famiglia non punisce chi mente al colloquio, semplicemente non lo richiama. Alla fine scoprirai il tuo ruolo e i tre capitoli da cui ti conviene cominciare. Capisci?
Il tuo posto nella Famiglia
Consigliere
Dal Don non ti presenti con una domanda, ma con una proposta, e un'altra di riserva in tasca. Quando tutti alzano la voce, tu chiedi quello che hanno dimenticato: e se ci siamo sbagliati? Il mestiere ha un solo rischio: convincersi un giorno di essere più furbo del Don.
Hai la tua zona, i tuoi uomini e i tuoi numeri da consegnare il lunedì. Sai chi prendere, chi separare quando litigano e a chi spiegare non solo cosa fare, ma perché. Da sopra ti guarda il Don, da sotto i soldati, e tutti e due sono convinti che tu gli debba qualcosa.
Il fatturato non ti impressiona: tu chiedi quanto di questo è nostro. Una bella proposta la smonti su un tovagliolo, e dopo raramente resta bella. Il gusto forse ti manca, ma hai l'aritmetica, che sbaglia meno spesso.
Sai quale cliente paga e quando, quale cuoco è di cattivo umore e chi sta per andarsene, prima che lo sappiano i capi. Ti apprezzano non per quello che fai, ma per quello che sai e non dici. Non consiglio a nessuno di offenderti, Don per primo.
Fai quello che ti dicono, e lo fai per le sei e mezza, non per le dieci. Il più giovane sta zitto e guarda: conosco una sola scuola migliore, il tavolo di cucina. La tua squadra l'avrai; per ora impara a obbedire e a farti ripetere gli ordini.
Decidi tu, decidi da solo e spieghi perché. Parli poco, e per questo ti ascoltano. Non illuderti: il potere non sono i soldi né la voce grossa, ma quello che la gente fa quando tu non sei nella stanza.