Il Consigliere
← Affari di FamigliaCapitolo 1. L'Affare

Capitolo 1. L'Affare

Il mercenario e il crociato

Nel Padrino, il film di Coppola, c’è una scena che ho rivisto più spesso del filmino del mio matrimonio. Da Don Corleone arriva Virgil Sollozzo, che tutti chiamano il Turco. Propone di entrare nel traffico di droga. Soldi enormi. Da Corleone il Turco vuole due cose: un milione di dollari per cominciare e la protezione, cioè i suoi amici tra i politici e i giudici. Il Don ascolta e dice di no. Lo spiega con calma: le persone che oggi sono sue amiche il gioco d’azzardo lo tollerano, perché è un vizio che considerano innocuo. Con la droga smetterebbero di essergli amiche.

È un’opera di fantasia, non una cronaca, e non la spaccerò per una lezione presa dalla vita delle famiglie vere. Ma guarda com’è fatto quel rifiuto. Sollozzo conta solo i soldi: quanto renderà l’affare nuovo. Corleone conta anche quello con cui dovrà vivere dopo: quali rapporti perderà, che cosa diventerà agli occhi della gente su cui si regge tutto il resto. Non sceglie l’affare più redditizio, ma quello che potrà portare avanti per anni senza distruggersi.

Il mercenario

Il mercenario è quello che entra in un affare solo per i soldi. Mi dirai: e che c’è di male? Anche la Famiglia lavora per i soldi. Il male è che un affare non è quasi mai come te lo vendono.

Ti avevano promesso un mese, e viene fuori un anno. Ti avevano parlato di un magazzino, e i magazzini sono quattro, ognuno col suo mal di testa. Qualsiasi affare, anche il più semplice, è fatto della stessa cosa ripetuta mille volte: ti alzi, parti, controlli, riconti, litighi, torni. Ogni giorno, con la pioggia e con la febbre. Uno che sta lì solo per i soldi regge qualche mese. Poi comincia a calcolare quanto prende per ogni ora di noia. Poi se ne va da chi paga dieci in più e si porta via tutto quello che sapeva. In ufficio uno così lo salutano con la torta. Da noi lo salutavano in un altro modo, ma anche lì per sempre.

Se vuoi vedere com’è una vita in cui c’è solo la corsa ai soldi, leggiti le memorie di Joseph Pistone. È l’agente dell’FBI che alla fine degli anni Settanta visse per qualche anno tra gli uomini della famiglia Bonanno sotto il nome di Donnie Brasco. Il suo garante e maestro fu un soldato, Benjamin Ruggiero, detto Lefty. Lefty per tutta la vita ha inseguito l’affare successivo e per tutta la vita è stato al verde. Per i debiti di scommesse a lungo non lo fecero entrare nella famiglia; riuscirono a combinarlo solo nell’estate del 1977, quando aveva racimolato i soldi almeno per una parte dei creditori. Poi si indebitò di nuovo col suo superiore e gli dava quasi tutto quello che guadagnava. Pistone scrive che in quel mondo tutti facevano sempre finta di essere poveri in canna. Lefty, a quanto pare, non faceva nemmeno finta.

Non faccio la morale. Ti mostro il tapis roulant. Se l’unico motivo per alzarti la mattina sono i soldi, i soldi saranno sempre pochi, perché non hai nient’altro.

Da qui il consiglio. Scegli un affare in cui almeno qualcosa ti interessi. Non per forza tutto. Gli affari noiosi sono spesso i più solidi: ci sono meno pretendenti. La lavanderia sembra noiosa finché non capisci quanta gente e quante chiacchiere ci passano. Don Vincenzo ha tenuto tre lavanderie per quarant’anni e non ha sbadigliato una volta. Diceva che la lavanderia è il posto migliore per conoscere una città: la gente ci porta tutto quello che si è sporcato.

Il crociato

Col crociato è più complicato, perché ti piace.

Ha gli occhi che brillano. Non chiede dei soldi, parlarne lo mette a disagio. È venuto con un’idea, e l’idea è bellissima. Il Don aveva un nipote che sognava una vera trattoria siciliana, come quella della nonna, con l’impasto fatto come si deve e il vino di un solo paese. Il Don gli diede i soldi, perché gli voleva bene. La trattoria restava vuota: alla città bastava la pizzeria dietro l’angolo, e nessuno capiva che cosa avesse di meglio quell’impasto. Dopo un anno il nipote chiuse, con un debito col fornitore del vino. Il vino, tra l’altro, era eccellente. L’abbiamo finito noi, alla veglia funebre della trattoria.

Il crociato guarda il suo sogno così a lungo che smette di vedere se intorno ci sia gente col portafoglio. Una buona idea e un buon affare sono due cose diverse. L’idea la giudica chi l’ha inventata. L’affare lo giudica chi tira fuori il portafoglio.

Non dico che il sogno vada buttato. Che la trattoria apra la domenica, per i nostri. Il sogno va bene come passatempo e come scuola: lì impari quello che a pagamento non ti insegnano. Solo, non dargli da mangiare alla Famiglia. Prima metti in piedi un affare che paghi la luce e la gente. Poi, quando la cassa è piena, salva il mondo quanto ti pare.

E se hai il dubbio di essere diventato cieco anche tu, chiama uno a cui la tua idea non piace. Che faccia i conti. Lui ci mette una sera, tu ti risparmi un paio d’anni. Il Don faceva proprio così: le proposte più belle le dava da smontare al vecchio contabile, che non aveva né gusto né fantasia, ma in compenso aveva l’aritmetica. Il Don lo chiamava l’uomo più onesto della Famiglia: per mentire non aveva proprio niente con cui farlo.

Nel mezzo

Tra il mercenario e il crociato c’è una strada stretta, e ci cammina chi resta negli affari a lungo. Gli piace quello che fa, ma lo verifica coi soldi. Corleone nel film non è un crociato: sa benissimo che cos’è il profitto. E non è un mercenario: sa su che cosa si regge. Per questo si fa due domande invece di una. Porterà soldi? E potrò farlo per vent’anni senza perdere quello che ho già?

Se a tutte e due la risposta è «sì», prendi. Se il «sì» è solo alla prima, sei un mercenario. Se è solo alla seconda, sei un crociato. In tutti e due i casi metti da parte e pensaci ancora.

5 min di lettura

PDF da stampare · 500 ★

Per chi legge su carta: il libro impaginato per la stampa è nel bot Telegram «Il Consigliere». Il testo sul sito è lo stesso, e gratis.

Parlane nel retrobottega →

Affari di Famiglia

Segnalibri

    Ancora nessun segnalibro. Il pulsante ❙ nella barra in alto segna il punto in cui ti sei fermato.

    Impostazioni di lettura

    Dimensione del testo
    Tema
    Larghezza della colonna
    Seconda lingua

    Le pagine del lettore non si stampano. Il PDF impaginato per la stampa è nel bot Telegram «Il Consigliere».