
Capitolo 1. L'Affare
Codice d’onore
- Chiediti se ti pagherebbero, potendo non pagarti.
- L’Affare sta su cinque gambe. Su quattro zoppica, su tre sta per terra.
- Prima trova chi ha sete. Poi fai la birra.
- Imparare al banco degli altri costa meno che perdere al tuo.
- Il sabato sera non aspetta, e per questo si paga.
- La consegna si mangia quello che ha portato la vendita.
- Anche la miniera d’oro può essere in affitto. Scopri da chi.
- Chi è venuto solo per i soldi, per i soldi se ne andrà.
- Il sogno si nutre la domenica, la Famiglia tutti i giorni.
- La proposta più bella dalla a chi non ha gusto ma sa far di conto.
- I mestieri sono dodici, il modo di guadagnare è uno.
- Se il cliente non può andarsene, vendi paura. E la paura invecchia male.
- Il cliente non compra la cosa, compra quello che ci vede dentro.
- Un numero onesto dal giornale del mattino costa zero e si vende caro.
- Vuoi sapere che cosa conta per uno? Fallo scegliere.
- Il tetto al tuo prezzo non lo mette la tua avidità, ma l’alternativa degli altri.
- Prova con poco, finché l’errore ti sta ancora in tasca.
- La prima versione serve a rompersi nel punto giusto.
- Brontola ma ritorna: ascolta quello.
- Scrivi in che cosa credi. Tre righe, non di più.
- Un cenno del capo è cortesia. Una caparra è un voto.
- I soldi dati per paura non dicono niente sulla domanda.
- Aggiungi una cosa alla volta, e solo a quello che già ti dà da mangiare.
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