
Capitolo 5. Fare i conti
Codice d’onore
- Il fatturato lo contano i giornali. La Famiglia conta quello che resta.
- Hai fatto un favore? Di’ il prezzo. Domani è tardi.
- La gratitudine del cliente dura fino a sera. Il contratto, di più.
- Chi prende e non dà lavora fino al primo «no».
- Conosci il tuo numero, o qualcuno lo conoscerà al posto tuo.
- Prendi in modo che a chi lavora convenga mostrarti tutto l’incasso.
- Da quale delle quattro porte? Senza risposta non è un piano, è un umore.
- Il prezzo muovilo per ultimo, quando senza di te non si cucina più.
- Una latta contro dieci anni: aritmetica semplice.
- Il cliente pagato più di quanto ti lascia, tolte le spese dei suoi ordini, è una perdita a rate.
- Le spese fisse non chiedono com’è andato il mese.
- Il bel conto è onesto sugli incassi e ottimista sulle spese. Fallo al contrario.
- La cassetta «pressa nuova» si riempie finché la vecchia lavora.
- Meglio il vecchio buono che il nuovo che fa la stessa cosa.
- Non risparmiare su quello che tiene la gente fedele.
- L’utile sulla carta non paga il fornitore a trenta giorni.
- Chi paga subito ha il prezzo migliore e il rispetto.
- L’interesse composto non ama essere mangiato.
- Raddoppiare in un mese è una bugia o un reato. Più spesso tutt’e due.
- I soldi degli altri fanno l’affare più rumoroso: il buono più buono, il cattivo più cattivo.
- Prendi in prestito su ciò che ripaga il debito anche in un anno di magra.
- I soldi che i tuoi ti prestano a poco il prezzo lo dicono dopo.
- Rendimento senza rischio: un sogno con la calcolatrice.
- Un rendimento incredibile è la tasca di qualcuno.
- Quello che hai messo è già andato. Conta solo il prossimo dollaro.
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