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Parte terza. Come si dice di sì · Capitolo 26. Ingresso libero

Ingresso libero

Robert Cialdini, psicologo americano, ha descritto come gli Hare Krishna raccoglievano soldi negli aeroporti. Ti si avvicinavano e ti mettevano in mano un fiore. Un regalo. Rifiutarlo era imbarazzante. Poi ti chiedevano un’offerta. Chi aveva preso il regalo si sentiva in debito e pagava, anche se gli girava. Molti il fiore lo buttavano subito nel cestino. Gli Hare Krishna ripescavano i fiori dai cestini e li regalavano ai successivi.

Il fiore non valeva niente. Non si pagava il fiore, si pagava per uscire dall’imbarazzo. Ti diranno che nessuno obbligava nessuno. Formalmente è così. Ma se andartene senza pagare ti mette a disagio, non è più un regalo. È una sbarra con il sorriso.

Il fiore è spicciolame. Adesso guarda come funziona lo stesso congegno quando la posta è la vita.

Il tipografo nella casa di pietra

All’inizio del secolo scorso arrivò a New York un tipografo, Antonio Comito. Gli uomini di Giuseppe Morello lo sistemarono in una casa fuori mano e lo misero a stampare soldi falsi. Lo sorvegliava zu Vincenzo, lo zio Vincenzo. Più tardi, quando ormai collaborava col Secret Service, Comito mise per iscritto le loro conversazioni. Mike Dash le riporta. Una descrizione migliore di un reclutamento io non la conosco.

Prima lo zio Vincenzo raccontò di sé. Di come in Sicilia aveva ammazzato due persone per duecentocinquanta lire. Poi lasciò cadere che in quel paese era molto facile vivere senza lavorare. E allora di che cosa vivete? La risposta, nel racconto di Comito, suonava più o meno così: lei sta in mezzo a noi da troppo poco tempo per sapere certe cose.

C’è una società. Senza nome, senza sede, i capi li conoscono in pochi. È più grande dei massoni e protegge i suoi. Quanto costa entrare? Niente: soldi non ne servono, ma l’affiliazione ha il suo prezzo. Quale? Un atto di coraggio. Punire chi ha fatto del male alla società.

Comito si accese: voleva entrare al più presto in quella società. Poi capì che la «prova» voleva dire un omicidio, e si spaventò. Ma ormai abitava in casa loro e stampava i loro soldi. Andarsene così, su due piedi, non si poteva.

Com’è montato

Smonta la conversazione e vedrai il meccanismo. Prima la porta chiusa: c’è un mondo dove per ora non ti fanno entrare. Niente accende come una serratura. Poi la promessa: vivere senza lavorare, essere protetto. Poi la parola «niente». La parola più pericolosa di tutta la conversazione. Il prezzo lo dicono quando uno lo vuole già. Ed è un prezzo dopo il quale non si torna indietro.

La serratura lo zio Vincenzo la descrisse senza giri di parole: da quel momento Comito non avrebbe potuto permettersi nient’altro che restare con loro fino alla fine della sua vita.

Perché un prezzo terribile lega più di uno leggero l’hanno verificato Elliot Aronson e Judson Mills nel 1959. Delle studentesse venivano ammesse a un gruppo dove si discuteva di psicologia del sesso. Ad alcune, per entrare, facevano superare una prova imbarazzante, ad altre una prova leggera o nessuna. Poi tutte ascoltavano la registrazione di una discussione fatta apposta per essere noiosa. Quelle a cui l’ingresso era costato caro lodavano il gruppo di più. Ammettere di aver patito per niente è più difficile che affezionarsi alla noia.

Sangue e parola d’ordine

Gambetta riporta le parole che, secondo Calderone, dicevano al nuovo arrivato dopo avergli punto il dito: in Cosa nostra si entra col sangue e se ne esce solo col sangue. Un rito che a vederlo non ha senso, scrive, scombina le normali aspettative ragionevoli. Uno non capisce che cosa sta succedendo, e per questo si riempie di soggezione.

Dickie riporta un rapporto del questore di Palermo del 1875. Lì c’è il taglio, il sangue sull’immagine del santo, l’immagine bruciata. E un dialogo segreto con cui quelli dell’ambiente si riconoscevano tra loro. Cominciava con un lamento per il mal di denti. Il giuramento terribile e il codice comune, spiega Dickie, servivano a far fidare l’uno dell’altro gente che altrimenti non si sarebbe fidata.

In Saviano la stessa cosa arriva senza nessuna poesia. I ragazzini napoletani li portavano fuori città, gli facevano indossare il giubbotto antiproiettile e gli sparavano addosso, perché non avessero paura delle armi. Un ragazzino gli mostrò il petto pieno di lividi e gli spiegò che dopo un colpo così ti rialzi. Chi ha preso una pallottola insieme a te dagli altri non ci va più.

Quello che se n’è andato

Dash racconta anche il caso opposto. Joe Provenzano, nemico dei fratelli Matranga di New Orleans, raccontava ai giornalisti come avveniva da loro l’affiliazione. Una stanza, uomini con mantelli neri e cappucci, il giuramento su un teschio con un coltello piantato dentro. Il candidato disse che voleva rapinare, ma che non voleva ammazzare nessuno. «Per questo se ne andò».

Se credere a Provenzano è un’altra questione: è un testimone interessato. Ma il dettaglio è preciso. L’uomo se n’è andato nel momento in cui il prezzo è stato detto ad alta voce. A Comito quel momento non è toccato. Il prezzo gliel’hanno detto quando era già dentro.

Un club con un buon caffè

Una volta venne dal Don un signore molto garbato da parte di un «club di uomini d’affari». Club chiuso, non prendono tutti, iscrizione gratuita. Bisogna solo ogni tanto dare una mano agli altri soci, e loro la daranno a te. Il Don gli versò un caffè e gli chiese: «E se un giorno non avessi voglia di aiutare?». Il signore sorrise e disse che non succede.

Il Don lo accompagnò alla porta con garbo. A me disse: «Quando l’ingresso è libero e dell’uscita non si parla, non è un club. È una trappola con un buon caffè».

Tirando le somme

L’ingresso libero può essere onesto. La prova, la consulenza, il primo mese gratis. Quello onesto si distingue per una cosa sola: il prezzo e l’uscita te li dicono all’inizio, non quando è troppo tardi per andarsene.

Se chiamano te, fai il primo giorno stesso due domande. Quanto costerà dopo? E da qui come si esce? Se alla prima rispondono «niente» e alla seconda sorridono, vattene adesso, finché è ancora facile.

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    Parte prima. Come si ascolta

    Capitolo 1. Con che cosa arriva

    1. Con che cosa arriva

    Capitolo 2. In sintonia col mestiere, non coi gesti

    1. In sintonia col mestiere, non coi gesti

    Capitolo 3. Uno di noi

    1. Uno di noi

    Capitolo 4. Di che cosa ha paura chi parla

    1. Di che cosa ha paura chi parla

    Capitolo 5. L'addestramento della recluta

    1. L’addestramento della recluta

    Capitolo 6. Parole e mani

    1. Parole e mani

    Capitolo 7. L'abito fa il monaco

    1. L’abito fa il monaco

    Capitolo 8. Come ragiona l'altro

    1. Come ragiona l’altro

    Capitolo 9. Il prezzo di un complimento

    1. Il prezzo di un complimento

    Capitolo 10. I valori degli altri

    1. I valori degli altri

    Capitolo 11. Come rovinare una conoscenza

    1. Come rovinare una conoscenza

    Capitolo 12. La fiducia come grimaldello

    1. La fiducia come grimaldello
    2. Codice d’onore

    Parte seconda. Che cosa vuole la gente

    Capitolo 13. Perché la gente paga

    1. Perché la gente paga

    Capitolo 14. Prima il cuore, poi i conti

    1. Prima il cuore, poi i conti

    Capitolo 15. Il vocabolario dei sentimenti

    1. Il vocabolario dei sentimenti

    Capitolo 16. Come risvegliare un sentimento

    1. Come risvegliare un sentimento

    Capitolo 17. Vendere col cuore

    1. Vendere col cuore
    2. Codice d’onore

    Parte terza. Come si dice di sì

    Capitolo 18. Il dolore e la soluzione

    1. Il dolore e la soluzione

    Capitolo 19. La scala dell'attenzione

    1. La scala dell’attenzione

    Capitolo 20. Come mostrare la merce

    1. Come mostrare la merce

    Capitolo 21. Vendere col nome

    1. Vendere col nome

    Capitolo 22. La prima latta

    1. La prima latta

    Capitolo 23. L'affare giusto

    1. L’affare giusto

    Capitolo 24. Il quadro senza il passo

    1. Il quadro senza il passo

    Capitolo 25. Spiccioli di tasca

    1. Spiccioli di tasca

    Capitolo 26. Ingresso libero

    1. Ingresso libero

    Capitolo 27. È la cornice che decide

    1. È la cornice che decide

    Capitolo 28. In che cosa crede

    1. In che cosa crede

    Capitolo 29. Chi crede di essere

    1. Chi crede di essere

    Capitolo 30. Come si cambia idea

    1. Come si cambia idea

    Capitolo 31. I pensieri degli altri nella tua testa

    1. I pensieri degli altri nella tua testa
    2. Codice d’onore

    Parte quarta. Parlare in Famiglia

    Capitolo 32. Come parlare al capo

    1. Come parlare al capo

    Capitolo 33. Come si dà un ordine

    1. Come si dà un ordine

    Capitolo 34. Incontri e carte

    1. Incontri e carte

    Capitolo 35. Come riconoscere un bugiardo

    1. Come riconoscere un bugiardo

    Capitolo 36. Cosa non dire ad alta voce

    1. Cosa non dire ad alta voce
    2. Codice d’onore

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