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Parte terza. La partita grossa · Capitolo 17. Controcorrente

Come togliersi il rischio

Nel 1909 il capo del Secret Service William Flynn stava sbrogliando la più grande rete di smercio di soldi falsi in cui il suo servizio si fosse imbattuto in mezzo secolo. La rete, scrive Dash, era costruita a piramide. Antonio Cecala, uomo di Morello, girava per le città e apriva «agenzie per la messa in circolazione delle banconote». In tutto erano sei. Ognuna la dirigeva uno di Corleone, fedele alla famiglia. Questi vice assumevano una mezza dozzina di aiutanti ciascuno, ed erano loro a smerciare i falsi, e il vice garantiva per ognuno prima che gli consegnassero i soldi. Una banconota passava per almeno tre mani prima di arrivare al compratore.

Ma Morello in quel sistema apprezzava un’altra cosa. Teneva i capi di New York al riparo dalla strada. Rischiavano più di tutti quelli in basso: li beccavano con i falsi in tasca. E il loro arresto non avvicinava la polizia né a Lupo né a Morello. Comodo.

Il rischio non sparisce, passa di mano

Da qui la prima lezione sul rischio, e non è piacevole. Distruggere il rischio non si può quasi mai. Lo puoi passare, dividere o girarci al largo. A chi, a che prezzo e a quali condizioni: è a questo che conviene pensare.

Morello passava il rischio dell’arresto ai piani bassi e per questo gli pagava una quota. L’assicuratore si prende da te il rischio d’incendio e incassa un premio. La banca mette i prestiti in un’unica pentola ed emette su di essa titoli di classe diversa: le prime perdite della pentola cadono sui titoli junior, ai senior la perdita arriva per ultima, e chi tiene i junior per questo prende un interesse più alto. La banca vende un prestito, e il rischio passa al compratore. Dappertutto qui c’è un accordo: chi paga chi, se succede il guaio.

Se invece hai semplicemente comprato un titolo sicuro al posto di uno rischioso, il tuo rischio non l’hai passato a nessuno. Ci hai girato al largo. Quello rischioso l’ha comprato qualcun altro, e tra te e lui non c’è nessun accordo: se fallisce il suo debitore, ci rimette lui e non tu, e nessuno ti dirà grazie. Qualcuno il rischio lo tiene sempre. Non sai chi? Allora sei tu.

Da qui viene anche il limite di Morello. La piramide di Cecala abbassava il rischio per i capi, ma non lo azzerava. Alla fine del 1909 Flynn arrivò comunque in cima, e Morello si prese venticinque anni. Qualunque protezione funziona finché qualcuno non trova la strada per aggirarla. Non confondere «il mio rischio è più piccolo» con «io non ho rischi».

I modi per scaricare il rischio

I finanzieri conoscono qualche modo onesto per ridurre il rischio. Ognuno costa qualcosa.

Puoi non mettere tutte le uova nello stesso paniere. Ne abbiamo già parlato: ti salva dai guai dei singoli, non da quelli di tutti, ma in compenso è quasi gratis.

Puoi assicurarti. Paghi il premio, e una compagnia che non è la tua si prende il tuo guaio. Costa soldi. E l’assicuratore non deve bruciare per conto suo.

Puoi coprirti, fare hedging: metterti d’accordo sul prezzo in anticipo. Ne parleremo per bene nel capitolo sugli accordi per il raccolto.

E puoi semplicemente uscire dal gioco e tenere i soldi in contanti. Più semplice di così non si può, e questo modo lo si sottovaluta a torto. Ma è anche quello che ti frega, se ti ci aggrappi troppo a lungo.

Uscire in tempo

Nel 1980 Tommaso Buscetta, «il boss dei due mondi», arrivò a Palermo. Dickie scrive che capì subito da che parte tirava il vento. Fu ospite dei boss Stefano Bontate e Salvatore Inzerillo e vide che quelli si erano buttati anima e corpo nell’affare dell’eroina, che era proprio al culmine. Ogni giorno davanti al cancello della villa di Inzerillo si fermavano dai cinquanta ai cento camion. Bontate e Inzerillo, secondo Buscetta, parlavano di ville al mare, milioni, yacht e banche come se stessero discutendo di che cosa portare a colazione. Gli proponevano di fermarsi e farsi qualche soldo.

Buscetta disse di no. Al momento dei saluti, a sentir lui, gli consegnarono trecentomila dollari. Nel gennaio del 1981 volò in Brasile e non aveva intenzione di tornare. Il 23 aprile cominciò la seconda guerra di mafia. Bontate fu il primo a essere ammazzato.

I contanti in tasca e l’aereo per il Brasile: ecco quello che i finanzieri chiamano «il contante come posizione». Uscire dal mercato sul picco, quando tutti intorno contano i soldi e sono sicuri che sarà sempre così. È difficile: te ne vai mentre gli altri guadagnano ancora. Da fuori sembra vigliaccheria. A volte è l’unica cosa che ti salva.

Anche questa storia ha un limite, e terribile. Buscetta si salvò, ma in quella guerra morirono molti suoi parenti. Il contante salva chi tiene il contante. Tutto quello che ti è caro non lo salva.

Il contante è una cattiva casa

E adesso il rovescio. Nell’ottobre del 2008, nel pieno del panico, Warren Buffett pubblicò sul New York Times un articolo intitolato «Comprate americano. Io lo sto facendo». Ripeté la sua vecchia regola: abbi paura quando gli altri sono avidi, e sii avido quando gli altri hanno paura. E scrisse che chi in quel momento stava in contanti si sentiva tranquillo, ma era una tranquillità sprecata. I contanti, secondo lui, sono un pessimo investimento a lungo termine: l’inflazione quasi di sicuro se li mangerà.

Buffett e Buscetta non si contraddicono. In contanti è bene aspettare che passi la tempesta e tenere le polveri asciutte per i saldi. Viverci sempre è male. Chi è uscito in contanti in cima ed è rientrato sul fondo ha vinto due volte. Ma chi è uscito in cima e non è più rientrato, dopo vent’anni vedrà che l’inflazione gli ha mangiato un terzo della sua prudenza.

Saviano nota che i clan napoletani a un certo punto hanno smesso di affidare i soldi alle banche e hanno cominciato a tenerseli da soli, in merce e in contanti. Il nascondiglio la banca non te lo porta via, il fisco non lo trova. In compenso lo può trovare la polizia, rubartelo uno dei tuoi, e mentre i soldi stanno lì fermi non guadagnano niente. In qualunque modo li tieni, i soldi, rischi. Senza rischio non si possono tenere.

Il patto del Don

Don Vincenzo il rischio se lo toglieva a modo suo. Con il padrone del frantoio si era accordato per cinque anni: il Don prometteva di prendere ogni anno una certa quantità d’olio, anche negli anni cattivi, e il padrone di venderglielo al prezzo concordato prima, con un piccolo aggiustamento. Ogni anno qualcuno ci perdeva. Nell’anno buono il Don avrebbe comprato più a buon mercato da altri, in quello cattivo il frantoio avrebbe venduto più caro. Ma dormivano tranquilli tutti e due.

«Io pago per non dover indovinare», diceva il Don. «Indovinare costa di più.» Il rischio non lo distruggeva. Lo divideva con chi accettava di portare l’altra metà.

Tirando le somme

Girare al largo dal rischio e passarlo sono due cose diverse. Se ci giri al largo, nessuno ti paga. Se lo passi, paghi tu, e poi tutto dipende dal nuovo padrone: se lo regge o no.

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Soldi di Famiglia

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    Parte prima. Come funzionano i soldi

    Capitolo 1. L'invenzione della protezione

    1. Come hanno rotto la macchina
    2. Una protezione onesta

    Capitolo 2. Le prime Famiglie con lo statuto

    1. Una ditta col timbro
    2. Le piramidi dei re

    Capitolo 3. Il capo che ruba al Don

    1. Chi gestisce i soldi
    2. Banche e timbri

    Capitolo 4. Vendere una quota della Famiglia

    1. Il voto e la quota
    2. Andare in Borsa

    Capitolo 6. Chi manda avanti il mercato

    1. Come funziona un mercato
    2. I giocatori al tavolo

    Parte seconda. Il rischio

    Capitolo 9. L'allibratore vince sempre

    1. Calcolare le probabilità
    2. Code grasse e cigni neri

    Capitolo 11. L'aritmetica del contabile

    1. L’aritmetica del contabile

    Capitolo 12. Paura e avidità

    1. La testa degli altri
    2. Quando si ha paura

    Capitolo 13. Non tenere tutto nella stessa cantina

    1. Le uova e il paniere
    2. Azioni contro obbligazioni

    Capitolo 14. Un mercato che non si compra facilmente

    1. Il prezzo sa tutto
    2. Il passo dell’ubriaco
    3. Codice d’onore

    Parte terza. La partita grossa

    Capitolo 15. Chi lo sa prima

    1. Chi lo sa prima

    Capitolo 18. A chi affidare i soldi della Famiglia

    1. Il consulente coi soldi degli altri
    2. La pensione del soldato

    Capitolo 19. Un accordo sul raccolto

    1. Forward e future
    2. Grano e petrolio

    Capitolo 20. Il diritto, non l'obbligo

    1. Call e put
    2. Quanto vale un diritto

    Capitolo 21. Un fondo di Famiglia per cent'anni

    1. Soldi per i secoli
    2. Come scegliere e quando entrare

    Capitolo 22. Le trappole nella testa del giocatore

    1. Troppo sicuro di sé
    2. La magia e i soldi già spesi

    Capitolo 23. I vecchi Don del mercato

    1. I vecchi Don del mercato
    2. Codice d’onore

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