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Parte seconda. Il rischio · Capitolo 13. Non tenere tutto nella stessa cantina

Le uova e il paniere

Nel 1912 Giosuè Gallucci, «il re di Little Italy», a East Harlem, scrive Dash, aveva affari per ogni occasione. D’estate vendeva ghiaccio, d’inverno carbone. Prestava a strozzo, e pochi nel quartiere prestavano più di lui. Aveva qualche bottega di calzolaio, commerciava olio d’oliva. Era quasi l’unico a vendere fieno e foraggio per le stalle della zona. Aveva una panetteria molto frequentata. E sotto l’insegna della filiale newyorkese del Regio Lotto italiano mandava avanti un lotto clandestino e ogni mese vendeva ad Harlem migliaia di biglietti.

Un uomo modesto.

Guarda le prime due voci. Ghiaccio d’estate, carbone d’inverno. Estate calda: il ghiaccio va a ruba, e il carbone non serve a nessuno. Inverno freddo: il carbone lo prendono tutti, e il ghiaccio nessuno. Ogni affare da solo salta su e giù, ma tutti e due insieme danno da mangiare in modo regolare, tutto l’anno. La parola «correlazione» Gallucci molto probabilmente non l’aveva mai sentita. Però aveva messo insieme quello che sogna ogni finanziere: due attività che vanno in direzioni opposte. Mica male per un venditore di ghiaccio.

Le uova in panieri diversi

Le uova in panieri diversi si mettono da migliaia di anni. In Shakespeare, il mercante Antonio, nel Mercante di Venezia, spiega agli amici perché non ha paura. Le sue merci non viaggiano su una sola nave e non stanno in un solo posto, e tutto quello che ha non dipende da come gli andrà quest’anno. Un secolo e mezzo dopo Shakespeare i mercanti di Amsterdam e di Londra già assicuravano i carichi a pezzi, presso assicuratori diversi, e mettevano soldi in più spedizioni insieme. Del mare non si fidavano.

Una scienza lo è diventata solo nel 1952, quando un giovane economista americano, Harry Markowitz, pubblicò l’articolo Portfolio Selection. Un’idea semplice e rivoluzionaria. Non importa quanto sia rischiosa ogni attività presa da sola. Importa come si comportano insieme. Due attività rischiose che vanno in direzioni opposte, insieme, possono ballare meno di una tranquilla. Fra tutti i portafogli si possono scegliere quelli che, a parità di rischio, rendono di più, e quelli si mettono in fila su una curva che hanno chiamato frontiera efficiente. Stare sotto la curva è da stupidi: con lo stesso rischio puoi avere di più. Trentotto anni dopo, per questo, Markowitz ebbe il Nobel.

Il rischio da cui non ci si nasconde

Ma anche le uova divise si possono rompere tutte in un colpo. Gallucci l’ha mostrato meglio di qualsiasi manuale.

Tutta quella baracca si reggeva su un uomo solo. Sul suo nome, sulle sue amicizie nella politica cittadina, su chi gli guardava le spalle. Ti ricordi com’è finita: nel maggio del 1915 il settimo attentato andò a segno. Per quanto il suo portafoglio fosse variopinto, tutte le attività rischiavano una cosa sola. La vita del padrone.

Però non affrettarti a chiamarlo destino. La morte del padrone ruppe tutti i panieri di Gallucci perché erano tutti suoi. Uno di fuori, che avesse avuto una quota nella panetteria di Gallucci, in una rivendita di carbone di un altro, all’altro capo della città, e in una lavanderia con un altro padrone, quel maggio l’avrebbe passato con un livido. I finanzieri lo chiamano rischio della persona chiave e rischio di concentrazione: tutto si regge su un solo uomo e sta nelle stesse mani. Da un rischio così si può scappare. Basta che i panieri li portino persone diverse.

In generale i finanzieri distinguono i rischi secondo se si possono evitare o no. Alcuni stanno dentro un singolo affare e colpiscono solo quello: brucia una panetteria, fallisce un debitore, muore un padrone, il fieno non cresce. Qui ti salva la varietà: una perdita annega fra tutte le altre. Altri colpiscono tutti gli affari insieme, di chiunque siano: la guerra, la crisi, il crollo di tutto il mercato. Questo rischio lo chiamano sistematico, e da lui non ti nascondi, quanti panieri tu metta su. Per il fatto che lo porti tu, il mercato, se si crede al modello comunemente accettato, in media ti paga un sovrappiù. Solo in media: nessuno ha promesso che lo pagheranno proprio a te e proprio quest’anno. E non pagano per un pericolo qualsiasi. Per un rischio che si può evitare non paga nessuno. Perché pagare per una cosa di cui puoi liberarti quasi gratis, solo dividendo le uova?

E non confondere il rischio sistematico con quello sistemico. Suonano simili, ma il sistemico è quando crolla la macchina finanziaria stessa, come nel 2008. A volte coincidono. Ma sono parole diverse per cose diverse.

L’errore del paniere di casa

L’errore più comune è questo: tenere le uova nel paniere che porti tu stesso.

Nel 2001 crollò la società energetica americana Enron. E venne fuori che quindicimila suoi dipendenti tenevano quasi il sessantadue per cento dei risparmi per la pensione in azioni della Enron stessa. A inizio anno l’azione valeva più di ottanta dollari, e alla fine di novembre era scesa a sessantuno centesimi. In un giorno la gente si ritrovò senza lavoro e senza pensione. Il paniere era uno solo. E lo portavano loro.

Come se la cavava la mafia, l’ha notato Gambetta. Al protettore conviene tenere pochi protetti, scrive, ma ha anche la tentazione di prenderne di nuovi: per guadagnare di più e non dipendere da nessuno in particolare. Proteggere un solo monopolista è rischioso: i concorrenti scontenti andranno alla polizia o dai rivali. Conviene di più proteggere dei gruppi, non le singole ditte. Il mafioso capiva la stessa cosa di Markowitz. Un cliente solo non è un’entrata: è un guinzaglio.

Panieri diversi sullo stesso carretto

E adesso, di come la varietà si rivela finta.

Nel giugno del 1980 Tommaso Buscetta tornò a Palermo e vide che quasi tutti i membri di Cosa nostra se la passavano benissimo. Stefano Bontate gli spiegò: era l’eroina. La materia prima la portavano in tre, Spadaro, La Mattina e Savoca, e ognuno custodiva gelosamente da dove e come la portava. Gli altri, raccontava Buscetta, partecipavano a quell’affare molto redditizio solo coi soldi: facevano colletta per comprare e raffinare.

Chi aveva messo soldi in più partite pensava di averli divisi in panieri diversi. Ma tutti i panieri viaggiavano sullo stesso carretto. La merce veniva dagli stessi tre fornitori, per la stessa strada, verso gli stessi compratori in America, e la prendeva la stessa polizia. Cominciarono gli arresti e le guerre. Le partite cadevano tutte insieme. Com’è finita lo sappiamo: all’inizio degli anni Ottanta Palermo fu travolta dalla guerra di mafia più sanguinosa della storia.

Nomi diversi non sono ancora rischi diversi. Hai comprato dieci azioni dello stesso settore, cinque appartamenti nella stessa città, hai diviso i soldi fra tre banche dello stesso paese? Complimenti. Ti sei fatto un paniere solo con dieci scomparti.

I panieri del Don

Don Vincenzo aveva due affari: le lavanderie e l’olio. Pensava che fossero due panieri, e in parte aveva ragione. In un anno di magra al porto scioperavano, e l’olio non arrivava. Le lavanderie lavoravano. Davano da mangiare a tutti.

Ma una volta gli feci vedere che quasi tutto quello che lavavamo e vendevamo finiva nei ristoranti e negli alberghi di un solo quartiere. Si svuota il quartiere, si svuotano tutti e due i panieri insieme. Il Don rimase zitto a lungo. Poi disse: «Allora ho un paniere solo con due manici». L’anno dopo cominciammo a lavare per una clinica privata e due scuole all’altro capo della città, e, memori di una vecchia lezione, prendevamo solo chi pagava un mese in anticipo. Pagavano meno dei ristoranti. In compenso non chiudevano quando ai turisti girava male.

Tirando le somme

Non tenere i risparmi nello stesso paniere del tuo lavoro, e controlla che i tuoi panieri non viaggino sullo stesso carretto. E dalla disgrazia che colpisce tutto il mercato insieme i panieri non ti salvano. Per quella il mercato in media ti paga un sovrappiù, ma non ti promette niente.

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Soldi di Famiglia

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    Parte prima. Come funzionano i soldi

    Capitolo 1. L'invenzione della protezione

    1. Come hanno rotto la macchina
    2. Una protezione onesta

    Capitolo 2. Le prime Famiglie con lo statuto

    1. Una ditta col timbro
    2. Le piramidi dei re

    Capitolo 3. Il capo che ruba al Don

    1. Chi gestisce i soldi
    2. Banche e timbri

    Capitolo 4. Vendere una quota della Famiglia

    1. Il voto e la quota
    2. Andare in Borsa

    Capitolo 6. Chi manda avanti il mercato

    1. Come funziona un mercato
    2. I giocatori al tavolo

    Parte seconda. Il rischio

    Capitolo 9. L'allibratore vince sempre

    1. Calcolare le probabilità
    2. Code grasse e cigni neri

    Capitolo 11. L'aritmetica del contabile

    1. L’aritmetica del contabile

    Capitolo 12. Paura e avidità

    1. La testa degli altri
    2. Quando si ha paura

    Capitolo 13. Non tenere tutto nella stessa cantina

    1. Le uova e il paniere
    2. Azioni contro obbligazioni

    Capitolo 14. Un mercato che non si compra facilmente

    1. Il prezzo sa tutto
    2. Il passo dell’ubriaco
    3. Codice d’onore

    Parte terza. La partita grossa

    Capitolo 15. Chi lo sa prima

    1. Chi lo sa prima

    Capitolo 18. A chi affidare i soldi della Famiglia

    1. Il consulente coi soldi degli altri
    2. La pensione del soldato

    Capitolo 19. Un accordo sul raccolto

    1. Forward e future
    2. Grano e petrolio

    Capitolo 20. Il diritto, non l'obbligo

    1. Call e put
    2. Quanto vale un diritto

    Capitolo 21. Un fondo di Famiglia per cent'anni

    1. Soldi per i secoli
    2. Come scegliere e quando entrare

    Capitolo 22. Le trappole nella testa del giocatore

    1. Troppo sicuro di sé
    2. La magia e i soldi già spesi

    Capitolo 23. I vecchi Don del mercato

    1. I vecchi Don del mercato
    2. Codice d’onore

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