Il Consigliere
← Parole di FamigliaCapitolo 7. L'abito fa il monaco

Parte prima. Come si ascolta · Capitolo 7. L'abito fa il monaco

L’abito fa il monaco

Una camicia stropicciata addosso al Don non l’ho vista mai. Non era un damerino. Semplicemente aveva tre lavanderie, e il suo colletto lo vedeva ogni direttore d’albergo con cui si sedeva a tavola. «Un lavandaio con la camicia stropicciata», diceva il Don, «lavora per la concorrenza». A stirargli la roba erano le stesse donne che stiravano le lenzuola degli alberghi. Il colletto lo inamidavano a parte, come a tutti i clienti. Per quarant’anni è andato in giro con un abito grigio. Gli abiti cambiavano, il colore restava.

I suoi vestiti erano un campione della merce. Il direttore non è tenuto a credere alle tue parole sull’amido. Il colletto lo vede da sé. Subito.

Un decimo di secondo

Nel 2006 Janine Willis e Alexander Todorov, a Princeton, mostravano alla gente facce sconosciute e le toglievano dopo un decimo di secondo. La gente faceva in tempo a decidere se di quella persona ci si poteva fidare, se era capace, se gli piaceva. Quando la faccia restava sullo schermo più a lungo, i giudizi per lo più restavano gli stessi, e cresceva la sicurezza. Qualcuno, a dire il vero, cambiava. E nota che cosa si misurava lì: l’impressione data da una fotografia. Non se quella persona fosse onesta davvero. E nemmeno che cosa si sarebbe detto di lei dopo un mese di lavoro insieme.

Ti hanno letto prima che tu aprissi bocca. Preoccupati di quello che leggeranno. Ma ricordati anche il rovescio: se ti hanno letto in fretta, hanno anche fatto in tempo a sbagliare in fretta. Si vede subito. E si legge storto, altrettanto subito.

Di chi è la giacca che porti

Nella primavera del 1981 Pistone arrivò al circolo di Brooklyn con una giacca marrone a quadri che in Florida portava volentieri. Sonny Black, il capo sotto cui stava allora, gli disse di buttarla: con quella Donnie sembrava un sempliciotto di passaggio. Sonny lo portò da un venditore di abiti confezionati che conosceva, e comprarono un paio di giacche e dei pantaloni. «Così va meglio», concluse Sonny.

Ascolta bene come lo spiegò Sonny: ti rivestiamo «così non mi fai fare brutta figura». A me. La giacca di Donnie era un pezzo della reputazione di Sonny. Quando qualcuno ha garantito per te, il tuo aspetto non è più soltanto affar tuo.

Che cosa cambia in un giorno

Già prima della parte di Donnie Brasco, Pistone aveva lavorato sotto copertura tra i rapinatori di camion in Florida. Il capobanda, Becker, si vantava di fiutare i federali a un chilometro: «Si vestono in un modo tutto loro, parlano in un modo tutto loro, si comportano in un modo tutto loro». Se ne vantava stando accanto a un agente federale. Non lo fiutò.

Poi, quando si preparava a diventare Donnie Brasco, Pistone si caricò di anelli e catenine e si comprò dei vestiti sportivi. Gli costò 750 dollari. Becker aveva indovinato a metà. I vestiti li puoi cambiare in un giorno, se hai 750 dollari. Per cambiare il modo di parlare e di muoverti ci vogliono anni, ed è proprio lì che ti beccano.

Lo storico Mike Dash descrive Benedetto Madonia, ammazzato a New York nel 1903. Si vestiva meglio dei lavoratori che aveva intorno: abito, colletto alto, cravatta, scarpe buone. «Quando glielo chiedevano, Madonia diceva di essere muratore». Ma «sulle sue mani curate, con la manicure fatta a puntino, non c’era traccia dei calli di un artigiano». L’abito l’aveva scelto lui. Le mani raccontarono il resto.

Lo stesso Dash descrive anche il caso opposto. Il detective Petrosino scavava la terra insieme ai manovali. Per farlo gli bastavano un berretto grande, una bandana rossa e un cappotto lungo. Al berretto credevano, perché sotto nessuno nascondeva la manicure.

Il vocabolario degli altri

Il primo giorno a San Diego Lefty notò che lì la gente si vestiva diversamente. La sera, al bar dell’albergo, una bella donna lanciava occhiate a Donnie. Pistone disse che era una che lavorava a pagamento. Lefty non ci credette: troppo bella, e poi vestita in un altro modo. «Amico, in California si vestono tutti diversamente», rispose Pistone. Lefty insistette per invitarla al tavolo e se ne andò in camera, a fare un sonnellino, diceva lui. Dopo pochi minuti tutto fu chiaro. Lefty prima si indignò: «Non è truccata, la gonna è di lunghezza normale. Come fai a capirlo, qui?». Poi rise di se stesso, e di cuore.

I vestiti sono una lingua locale. A casa la leggi senza guardare. In una città straniera il vecchio vocabolario mente, e tu continui a credergli.

E certe volte il vocabolario viene dritto dal cinema. Saviano scrive che dopo Il padrino i giovani italoamericani dell’ambiente mafioso si misero occhiali scuri e abiti gessati, e cominciarono a parlare con le battute del film. Un abito così si legge da lontano. E non solo da quelli a cui lo si vuole far vedere.

Scarpe da ginnastica e un sorriso

Le regole del vestire si possono anche infrangere, ma dipende dove. Nel 2014 Silvia Bellezza, Francesca Gino e Anat Keinan della Harvard Business School diedero a un centinaio e mezzo di giovani, per lo più studenti, la descrizione di un professore inventato. In una versione portava la cravatta e si radeva. Nell’altra andava in maglietta e con la barba. Se il professore insegnava in un’università di prima classe, quello con la barba e la maglietta veniva messo più in alto: gli studenti lo rispettano di più, insegna meglio, è più forte nella ricerca. Se dell’università non si diceva niente del genere, il vantaggio non c’era, anzi, semmai il contrario. Le scarpe da ginnastica rosse, da cui poi l’esperimento ha preso il nome, sono un altro esperimento, con una docente in carne e ossa e un’altra domanda.

Nota che a decidere era l’ambiente, non la fama. Il professore era inventato, nessuno poteva conoscerlo. Dove il posto parla da sé, l’infrazione la possono leggere come il diritto di infrangere. Dove non parla, non aggiunge niente, o magari toglie. Prima capisci dove sei, poi stupisci.

Anche la faccia è un vestito, e anche quella si falsifica. Nel 1862 il medico francese Guillaume Duchenne notò che nel sorriso vero si contraggono i muscoli intorno agli occhi. A comando obbediscono male. Meglio guardare con calma, e basta.

Tirando le somme

Indossa quello che conferma il tuo mestiere e il tuo garante. Per un lavandaio, un colletto fresco, non un orologio costoso. Così i vestiti diranno per primi quello che dirai tu dopo, e non ti toccherà smentirli.

E quando leggi gli altri, guarda quello che in un giorno non si compra: le mani, il modo di parlare, le abitudini. E non credere alla prima lettura in una città straniera: lì il tuo vocabolario mente, come mentiva a Lefty. Madonia aveva scelto un buon abito. Bisognava chiedere dei calli.

6 min di lettura

PDF da stampare · 500 ★

Per chi legge su carta: il libro impaginato per la stampa è nel bot Telegram «Il Consigliere». Il testo sul sito è lo stesso, e gratis.

Parlane nel retrobottega →

Parole di Famiglia

Segnalibri

    Ancora nessun segnalibro. Il pulsante ❙ nella barra in alto segna il punto in cui ti sei fermato.

    Parte prima. Come si ascolta

    Capitolo 1. Con che cosa arriva

    1. Con che cosa arriva

    Capitolo 2. In sintonia col mestiere, non coi gesti

    1. In sintonia col mestiere, non coi gesti

    Capitolo 3. Uno di noi

    1. Uno di noi

    Capitolo 4. Di che cosa ha paura chi parla

    1. Di che cosa ha paura chi parla

    Capitolo 5. L'addestramento della recluta

    1. L’addestramento della recluta

    Capitolo 6. Parole e mani

    1. Parole e mani

    Capitolo 7. L'abito fa il monaco

    1. L’abito fa il monaco

    Capitolo 8. Come ragiona l'altro

    1. Come ragiona l’altro

    Capitolo 9. Il prezzo di un complimento

    1. Il prezzo di un complimento

    Capitolo 10. I valori degli altri

    1. I valori degli altri

    Capitolo 11. Come rovinare una conoscenza

    1. Come rovinare una conoscenza

    Capitolo 12. La fiducia come grimaldello

    1. La fiducia come grimaldello
    2. Codice d’onore

    Parte seconda. Che cosa vuole la gente

    Capitolo 13. Perché la gente paga

    1. Perché la gente paga

    Capitolo 14. Prima il cuore, poi i conti

    1. Prima il cuore, poi i conti

    Capitolo 15. Il vocabolario dei sentimenti

    1. Il vocabolario dei sentimenti

    Capitolo 16. Come risvegliare un sentimento

    1. Come risvegliare un sentimento

    Capitolo 17. Vendere col cuore

    1. Vendere col cuore
    2. Codice d’onore

    Parte terza. Come si dice di sì

    Capitolo 18. Il dolore e la soluzione

    1. Il dolore e la soluzione

    Capitolo 19. La scala dell'attenzione

    1. La scala dell’attenzione

    Capitolo 20. Come mostrare la merce

    1. Come mostrare la merce

    Capitolo 21. Vendere col nome

    1. Vendere col nome

    Capitolo 22. La prima latta

    1. La prima latta

    Capitolo 23. L'affare giusto

    1. L’affare giusto

    Capitolo 24. Il quadro senza il passo

    1. Il quadro senza il passo

    Capitolo 25. Spiccioli di tasca

    1. Spiccioli di tasca

    Capitolo 26. Ingresso libero

    1. Ingresso libero

    Capitolo 27. È la cornice che decide

    1. È la cornice che decide

    Capitolo 28. In che cosa crede

    1. In che cosa crede

    Capitolo 29. Chi crede di essere

    1. Chi crede di essere

    Capitolo 30. Come si cambia idea

    1. Come si cambia idea

    Capitolo 31. I pensieri degli altri nella tua testa

    1. I pensieri degli altri nella tua testa
    2. Codice d’onore

    Parte quarta. Parlare in Famiglia

    Capitolo 32. Come parlare al capo

    1. Come parlare al capo

    Capitolo 33. Come si dà un ordine

    1. Come si dà un ordine

    Capitolo 34. Incontri e carte

    1. Incontri e carte

    Capitolo 35. Come riconoscere un bugiardo

    1. Come riconoscere un bugiardo

    Capitolo 36. Cosa non dire ad alta voce

    1. Cosa non dire ad alta voce
    2. Codice d’onore

    Impostazioni di lettura

    Dimensione del testo
    Tema
    Larghezza della colonna
    Seconda lingua

    Le pagine del lettore non si stampano. Il PDF impaginato per la stampa è nel bot Telegram «Il Consigliere».