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Parte terza. Come si dice di sì · Capitolo 21. Vendere col nome

Vendere col nome

In quarant’anni Don Vincenzo non ha dato neanche un’intervista. Quando gli chiedevano perché, rispondeva: «Si fanno fotografare solo le spose e i morti». Nemmeno per l’olio faceva pubblicità. Eppure lo conosceva ogni cuoco del quartiere.

Il nome del Don lo portavano in giro i cuochi. Un cuoco passava da una cucina all’altra e si portava dietro l’abitudine al suo olio. Nel posto nuovo diceva al padrone: «L’olio lo prendiamo da Carmuso». Il padrone chiedeva perché. Il cuoco alzava le spalle: «Non ha mai fatto scherzi». Altra pubblicità non c’era.

Per molto tempo ho creduto che fosse modestia. Poi ho capito che era calcolo. Il nome che fai tu non vale niente. Vale il nome che fanno gli altri al posto tuo, quando tu nella stanza non ci sei.

Chiedi ai tuoi

Una volta Pistone l’ha provato sulla sua pelle. Su una spiaggia vicino a Charleston lui e il suo socio Tony Rossi incontrarono un greco di nome Flamos. Flamos si vantava di poter procurare qualsiasi droga. Serviva solo un anticipo, quindicimila, per volare a prendere la merce a Kathmandu. Donnie lo prese in giro. Flamos si offese: e tu chi saresti? Donnie rispose: «E allora chiedi ai tuoi amici fidati di Donnie di Mulberry Street, l’amico di Lefty».

Il giorno dopo Flamos arrivò di corsa a scusarsi. Aveva chiesto in giro agli amici di Harlem. Lì gli avevano spiegato che Lefty era un uomo molto rispettato e che Donnie con lui era culo e camicia. Flamos fece subito il nome della famiglia sotto cui stava Donnie. Quello lo zittì: «Niente nomi, non si usa. E veniamo al dunque». L’anticipo per Kathmandu calò di colpo a un terzo.

Fa’ caso a che cosa ha fatto Donnie. Di sé non ha detto una parola. Ha mandato l’uomo da testimoni altrui, e loro hanno detto più di quanto avrebbe detto lui. E il rifiuto di sentire nomi ci ha aggiunto sopra il resto. Fa così chi non ha niente da dimostrare.

Un nome in prestito

Un nome si può anche prendere in prestito. Lefty insegnava all’agente Tony Conte che cosa rispondere se a Milwaukee si fosse presentata la gente del posto: io ho la protezione a New York. «Dici che il tuo capo è un uomo molto rispettato e che lo conosce tutta New York, tutto il paese».

E subito Lefty gli spiegò su che cosa si regge. Minacciali che arrivo io. «Due ore e sono lì!». Fagli vedere il cercapersone, che vedano che siamo in contatto.

Il nome di un altro funziona finché dietro c’è qualcuno pronto a partire. Senza, è una busta vuota. La aprono una volta sola.

Saviano racconta il caso estremo. A Napoli i ragazzini dei clan, alla cassa, dicono frasi del tipo: sono del Sistema di Secondigliano, oppure sono del Sistema dei Quartieri. Sono parole magiche, scrive Saviano, che permettono ai piccoli mafiosi di prendersi qualsiasi cosa, e il commesso non osa nemmeno accennare ai soldi. Il nome è diventato una moneta. Solo che dietro non c’è una reputazione, c’è una pistola. Un nome così vive esattamente quanto la paura.

Testimoni coltivati in casa

I testimoni non si trovano soltanto. Si possono coltivare. Nei primi mesi Pistone fece del ristorante Carmello la sua cassetta della posta. Chiedeva al barista Marty di riferire che sarebbe passato. E a volte telefonava lui stesso e chiedeva di sé, così che Marty prendesse il messaggio e glielo desse quando si vedevano. Risultava che Donnie lo cercavano tutti.

Poi, entrando in altri locali, poteva dire che al Carmello ci andava da mesi. Delle verifiche non aveva paura. Sapeva che i clienti fissi, se interrogati, avrebbero confermato: «Sì, Don Brasco veniva qui, un tipo a posto. Non ficca il naso negli affari degli altri».

È un inganno, e te lo racconto perché tu lo sappia riconoscere. Ti dicono che uno lo «conoscono tutti»? Chiedi chi sono questi tutti e chi ce li ha messi.

C’è anche una trappola senza nessun inganno. Il sociologo Robert Merton nel 1968 notò che nella scienza la fama si attacca a chi è già famoso. Di due lavori uguali si ricorda quello che porta un nome importante. Lo chiamò effetto San Matteo, dal versetto del Vangelo «a chi ha sarà dato». Quindi un nome importante spesso dice quanto si è parlato di una persona. Di quello che sa fare dice meno.

Il tuo difetto per primo

Adesso una cosa che il Don mi ha insegnato senza nessuna scienza. A un ristorante nuovo diceva prima i suoi limiti. La domenica non consegniamo. La prima latta della stagione pizzica. Se al porto c’è sciopero, arriviamo con tre giorni di ritardo. E solo dopo parlava del prezzo.

I cuochi all’inizio si stupivano. Poi gli credevano su ogni parola. Chi il suo difetto lo dice da sé, si vede che non ha niente da nascondere.

Gli psicologi l’hanno verificato. Nel 1966 Elliot Aronson e i suoi colleghi fecero ascoltare a degli studenti la registrazione di un quiz. Un concorrente brillante, alla fine, si rovesciava addosso il caffè. Lo giudicavano meglio dello stesso concorrente brillante senza caffè. La piccola gaffe aveva reso umano il sapientone. Ma al concorrente mediocre lo stesso caffè toglieva soltanto punti. Il difetto fa bella figura solo a chi è bravo anche senza.

Tirando le somme

Il nome cresce dove tu non ci sei: nelle cucine degli altri, nei discorsi degli altri. Il tuo lavoro è dare alla gente qualcosa da raccontare. I tuoi limiti dilli tu, e per primo. I testimoni non pagarli. E non prendere un nome in prestito se dietro non c’è nessuno che arriva.

Quando un nome lo sbandierano a te, controllalo da solo, presso gente che hai scelto tu, non quella che ti hanno suggerito. Guarda su che cosa si regge: sui fatti o sulla paura. Il nome che si regge sulla paura sparisce il giorno in cui sparisce la paura. Il nome che si regge sui fatti sopravvive perfino a chi lo portava.

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Parole di Famiglia

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    Parte prima. Come si ascolta

    Capitolo 1. Con che cosa arriva

    1. Con che cosa arriva

    Capitolo 2. In sintonia col mestiere, non coi gesti

    1. In sintonia col mestiere, non coi gesti

    Capitolo 3. Uno di noi

    1. Uno di noi

    Capitolo 4. Di che cosa ha paura chi parla

    1. Di che cosa ha paura chi parla

    Capitolo 5. L'addestramento della recluta

    1. L’addestramento della recluta

    Capitolo 6. Parole e mani

    1. Parole e mani

    Capitolo 7. L'abito fa il monaco

    1. L’abito fa il monaco

    Capitolo 8. Come ragiona l'altro

    1. Come ragiona l’altro

    Capitolo 9. Il prezzo di un complimento

    1. Il prezzo di un complimento

    Capitolo 10. I valori degli altri

    1. I valori degli altri

    Capitolo 11. Come rovinare una conoscenza

    1. Come rovinare una conoscenza

    Capitolo 12. La fiducia come grimaldello

    1. La fiducia come grimaldello
    2. Codice d’onore

    Parte seconda. Che cosa vuole la gente

    Capitolo 13. Perché la gente paga

    1. Perché la gente paga

    Capitolo 14. Prima il cuore, poi i conti

    1. Prima il cuore, poi i conti

    Capitolo 15. Il vocabolario dei sentimenti

    1. Il vocabolario dei sentimenti

    Capitolo 16. Come risvegliare un sentimento

    1. Come risvegliare un sentimento

    Capitolo 17. Vendere col cuore

    1. Vendere col cuore
    2. Codice d’onore

    Parte terza. Come si dice di sì

    Capitolo 18. Il dolore e la soluzione

    1. Il dolore e la soluzione

    Capitolo 19. La scala dell'attenzione

    1. La scala dell’attenzione

    Capitolo 20. Come mostrare la merce

    1. Come mostrare la merce

    Capitolo 21. Vendere col nome

    1. Vendere col nome

    Capitolo 22. La prima latta

    1. La prima latta

    Capitolo 23. L'affare giusto

    1. L’affare giusto

    Capitolo 24. Il quadro senza il passo

    1. Il quadro senza il passo

    Capitolo 25. Spiccioli di tasca

    1. Spiccioli di tasca

    Capitolo 26. Ingresso libero

    1. Ingresso libero

    Capitolo 27. È la cornice che decide

    1. È la cornice che decide

    Capitolo 28. In che cosa crede

    1. In che cosa crede

    Capitolo 29. Chi crede di essere

    1. Chi crede di essere

    Capitolo 30. Come si cambia idea

    1. Come si cambia idea

    Capitolo 31. I pensieri degli altri nella tua testa

    1. I pensieri degli altri nella tua testa
    2. Codice d’onore

    Parte quarta. Parlare in Famiglia

    Capitolo 32. Come parlare al capo

    1. Come parlare al capo

    Capitolo 33. Come si dà un ordine

    1. Come si dà un ordine

    Capitolo 34. Incontri e carte

    1. Incontri e carte

    Capitolo 35. Come riconoscere un bugiardo

    1. Come riconoscere un bugiardo

    Capitolo 36. Cosa non dire ad alta voce

    1. Cosa non dire ad alta voce
    2. Codice d’onore

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