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Parte quarta. Parlare in Famiglia · Capitolo 33. Come si dà un ordine

Come si dà un ordine

Prima del giorno del Ringraziamento Lefty chiamò Donnie in Florida. L’ordine era corto: andare a prendere quattro persone, prenotare due stanze vicine con uscita sulla piscina, noleggiare una macchina grande. «Quattro persone. Non fare domande». Un paio d’ore dopo chiamò Sonny Black e aggiunse: dare retta a uno solo e non badare a spese, Sonny avrebbe restituito tutto dopo. Donnie provò a capire di che si trattava. Risposta: «Lo saprai domani».

Come forma, è un buon ordine. C’è che cosa fare: le stanze, la macchina. A chi dare retta: a uno solo, non a tutti e quattro. Chi paga: Sonny. Manca solo lo scopo. Lo nascondevano perché si stava preparando un delitto.

In un affare normale nascondere lo scopo fa danno. Chi sa il perché trova da solo il come. Chi si è sentito dire soltanto il che cosa farà esattamente quello che gli hanno detto, anche se le circostanze cambiano.

Obiettivo, scadenza, persona

Il Don gli ordini li dava così. Una volta l’albergo sul lungomare cominciò a lamentarsi: la biancheria arriva in ritardo, il direttore si arrabbia. Il Don chiamò la capoturno e le disse: «Tra un mese il direttore deve smettere di telefonarmi la mattina. Come, decidi tu. Se ti serve gente, dimmelo». Lo scopo, la scadenza, e il modo a carico di chi esegue. Lei spostò la consegna a quell’albergo sul primo giro del mattino, e in tre settimane le telefonate finirono.

Un buon ordine è corto, chiaro e fattibile. Corto, perché quello lungo si dimentica. Chiaro, perché quello confuso ognuno lo esegue a modo suo. Fattibile, perché quello impossibile insegna alla gente che gli ordini si possono anche non eseguire.

E sappi che cosa vuoi da uno prima di aprire bocca. Metà degli ordini cattivi nasce da un capo che pensa ad alta voce. Il sottoposto se ne va con tre compiti diversi e fa quello che gli viene più comodo.

Meno ordini, meglio è

Il capo che dà ordini di continuo abitua la gente ad aspettare l’ordine. Smettono di pensare. Poi lui si lamenta che intorno ha solo esecutori.

Il Don in una settimana dava due o tre ordini. Il resto del tempo chiedeva: «Come va con l’albergo sul lungomare?», «Che succede con la pressa?». La gente diceva da sé che cosa aveva intenzione di fare. Lui annuiva o faceva una domanda. L’ordine era l’ultimo mezzo, non il primo.

L’ordine tramite un intermediario

La mafia ha un suo modo di dare ordini, e vale la pena conoscerlo, se non altro per riconoscerlo.

Lefty volò in Florida, al club che l’agente Tony Rossi gestiva sotto copertura, e passò a parlare di soldi. Donnie fece per aprire bocca, ma Lefty lo fermò: «Alt, Donnie, ne parlate fuori». Donnie e Rossi uscivano in cortile, si mettevano d’accordo, Donnie rientrava e riferiva le cifre a Lefty. Così, facendo la spola, si accordarono sul pagamento.

Rossi rimase sorpreso. Donnie gli spiegò: «Lefty pensa che non lo possono incastrare per estorsione o associazione, se lui al discorso non partecipa. Tutti i bravi ragazzi la pensano così».

Il più anziano detta le condizioni, il più giovane le riferisce, e il più anziano non partecipa a niente che poi si possa citare. Dalla legge, questo, non l’ha protetto: Lefty in galera ci è finito lo stesso. Ma come modo di trattare senza perdere la faccia funziona anche in ufficio. Il capo che tratta di persona sulle piccolezze perde peso. Che tratti l’uomo di fiducia.

L’intermediario che non ordina niente

David Critchley, storico della mafia americana, scrive delle lettere trovate addosso a Giuseppe Morello quando lo arrestarono nel 1909. Dalle lettere si vede che Morello faceva da intermediario tra le vittime degli estorsori e gli estorsori stessi. Usava la sua influenza per sistemare la faccenda con una somma più bassa di quella richiesta, e la vittima restava in debito con lui. Critchley nota la comodità pratica di quel ruolo: teneva Morello a distanza dalla partecipazione diretta a un delitto grave. Lo pagavano non in soldi, ma in favori.

L’intermediario sembra un paciere, e il potere lo incassa sotto forma di debito. Lui di persona non dà un solo ordine che si possa provare. Ma fa’ caso: è proprio dalle lettere nel suo appartamento che si è capito il suo ruolo. Alle carte ci torneremo.

L’ordine sotto forma di richiesta

Bernardo Provenzano, che per tanti anni ha guidato la mafia siciliana da latitante, comunicava con i suoi uomini attraverso i pizzini. Le lettere intercettate sono scritte con garbo, perfino con affetto: benedizioni, auguri di buona salute, assicurazioni di essere a completa disposizione di chi le riceve. Dentro la mafia era noto per il detto «mangia e fai mangiare».

In bocca a chi ha la forza, un ordine vestito da richiesta funziona meglio di una minaccia. L’altro salva la faccia. E dire di no comunque non si può.

Funziona anche per un capo onesto. «Riesci a dare un’occhiata ai conti entro venerdì?» suona meglio di «guarda i conti entro venerdì». Solo, ricordati che la richiesta funziona finché dietro c’è il rispetto. Se il rispetto non c’è, una richiesta gentile è solo una richiesta, e ti risponderanno «non ci riesco».

Tirando le somme

Un ordine è lo scopo, la scadenza, a chi dare retta e chi paga. Il modo lascialo a chi esegue, e che cosa vuoi sappilo prima del discorso.

E dall’altra parte, impara a riconoscere quando ti comandano tramite un intermediario. Il capo che non parla mai chiaro, ma sempre «mi hanno chiesto di riferirti», ti lascia a rispondere delle sue parole. Chiedi conferma a lui in persona. E quando con grande gentilezza ti chiedono una cosa a cui non puoi dire di no, quello è un ordine. Eseguilo come un ordine, ma chiedi conto come per un ordine: chi ne risponde, se qualcosa va storto?

5 min di lettura

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Parole di Famiglia

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    Parte prima. Come si ascolta

    Capitolo 1. Con che cosa arriva

    1. Con che cosa arriva

    Capitolo 2. In sintonia col mestiere, non coi gesti

    1. In sintonia col mestiere, non coi gesti

    Capitolo 3. Uno di noi

    1. Uno di noi

    Capitolo 4. Di che cosa ha paura chi parla

    1. Di che cosa ha paura chi parla

    Capitolo 5. L'addestramento della recluta

    1. L’addestramento della recluta

    Capitolo 6. Parole e mani

    1. Parole e mani

    Capitolo 7. L'abito fa il monaco

    1. L’abito fa il monaco

    Capitolo 8. Come ragiona l'altro

    1. Come ragiona l’altro

    Capitolo 9. Il prezzo di un complimento

    1. Il prezzo di un complimento

    Capitolo 10. I valori degli altri

    1. I valori degli altri

    Capitolo 11. Come rovinare una conoscenza

    1. Come rovinare una conoscenza

    Capitolo 12. La fiducia come grimaldello

    1. La fiducia come grimaldello
    2. Codice d’onore

    Parte seconda. Che cosa vuole la gente

    Capitolo 13. Perché la gente paga

    1. Perché la gente paga

    Capitolo 14. Prima il cuore, poi i conti

    1. Prima il cuore, poi i conti

    Capitolo 15. Il vocabolario dei sentimenti

    1. Il vocabolario dei sentimenti

    Capitolo 16. Come risvegliare un sentimento

    1. Come risvegliare un sentimento

    Capitolo 17. Vendere col cuore

    1. Vendere col cuore
    2. Codice d’onore

    Parte terza. Come si dice di sì

    Capitolo 18. Il dolore e la soluzione

    1. Il dolore e la soluzione

    Capitolo 19. La scala dell'attenzione

    1. La scala dell’attenzione

    Capitolo 20. Come mostrare la merce

    1. Come mostrare la merce

    Capitolo 21. Vendere col nome

    1. Vendere col nome

    Capitolo 22. La prima latta

    1. La prima latta

    Capitolo 23. L'affare giusto

    1. L’affare giusto

    Capitolo 24. Il quadro senza il passo

    1. Il quadro senza il passo

    Capitolo 25. Spiccioli di tasca

    1. Spiccioli di tasca

    Capitolo 26. Ingresso libero

    1. Ingresso libero

    Capitolo 27. È la cornice che decide

    1. È la cornice che decide

    Capitolo 28. In che cosa crede

    1. In che cosa crede

    Capitolo 29. Chi crede di essere

    1. Chi crede di essere

    Capitolo 30. Come si cambia idea

    1. Come si cambia idea

    Capitolo 31. I pensieri degli altri nella tua testa

    1. I pensieri degli altri nella tua testa
    2. Codice d’onore

    Parte quarta. Parlare in Famiglia

    Capitolo 32. Come parlare al capo

    1. Come parlare al capo

    Capitolo 33. Come si dà un ordine

    1. Come si dà un ordine

    Capitolo 34. Incontri e carte

    1. Incontri e carte

    Capitolo 35. Come riconoscere un bugiardo

    1. Come riconoscere un bugiardo

    Capitolo 36. Cosa non dire ad alta voce

    1. Cosa non dire ad alta voce
    2. Codice d’onore

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