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Parte prima. Come si ascolta · Capitolo 6. Parole e mani

Parole e mani

Vincenzo Marsala raccontò agli inquirenti come parlava Michele Greco. La famiglia aveva condannato Gigino Pizzuto. Greco, alludendo a quella condanna, osservò che chi firma cambiali e non paga, prima o poi deve saldare il conto. Né un nome, né la parola «ammazzare». La frase la puoi mettere a verbale, ma in tribunale non ci vai. Chi doveva capire, ha capito.

Gambetta, che di frasi così ne ha raccolte parecchie, aggiunge onestamente che per colpa delle allusioni quel mondo è pieno di equivoci e di imbrogli. Se ne lamentavano i mafiosi stessi. In una lingua dove niente si può provare, niente si può nemmeno verificare. Se hai capito bene l’allusione, lo scopri dopo. A volte troppo tardi.

Mezza frase

Una volta Lefty riassunse a Donnie una trasmissione televisiva. Ci avevano invitato due informatori. Un tale aveva scritto un libro e aveva «fatto uscire le informazioni per sbaglio», e «i nostri ragazzi» davano la caccia a quei due. E subito, senza passaggio: «Come sta la tua ragazza?».

Pistone scrive: «Ero abituato da tempo al modo di esprimersi di Lefty, perciò decifrai all’istante il senso di quello che aveva detto». Due testimoni scoperti, la mafia che li cerca, e loro in televisione a parlar male del governo. Niente di tutto questo Lefty l’aveva detto. Aveva dato dei pezzi e cambiato argomento.

I pezzi sono un lasciapassare. Chi capisce mezza frase è dei nostri. Chi ti chiede di finirla è un estraneo, e magari ha pure un microfono addosso. In ogni ufficio c’è un dialetto così. «Be’, quello del lungomare, hai capito» — e in due sanno di quale albergo si parla e perché non ad alta voce. Impara a capire le mezze frasi. Ma ricordati perché si dicono. Da una mezza frase chi parla può sempre tirarsi indietro.

Il cinquantacinque per cento

Te lo diranno di sicuro: le parole sono il sette per cento della comunicazione, il tono il trentotto, il corpo il cinquantacinque. È un riassunto degli esperimenti di Albert Mehrabian della fine degli anni Sessanta. Lui stesso l’ha spiegato più di una volta: quei numeri valgono per un caso ristretto, quando uno parla di simpatia e le parole litigano col tono. Altrimenti un film in una lingua straniera lo capiresti al novantatré per cento.

E le bugie la gente le legge male, sul corpo. Charles Bond e Bella DePaulo nel 2006 hanno messo insieme più di duecento esperimenti. La bugia veniva distinta dalla verità in cinquantaquattro casi su cento. Una monetina fa cinquanta.

Allora perché guardare le mani? Le mani confessano di rado. In compenso fanno delle mosse.

La mano come mossa

All’inizio dell’operazione, ancora coi rapinatori di camion, Pistone cercava di dissuadere il capobanda Becker da un piano rischioso. Accanto a loro si fermò la macchina dello sceriffo: due poliziotti venuti a prendersi un caffè. Becker, scrive Pistone, «mi mette una mano sulla spalla da amico» e attacca a dire che gli sbirri li fiuta a un chilometro. E i federali ancora più facile.

Se fosse una prova o un passo falso, Pistone non lo sapeva. Mise una mano sulla spalla di Becker e chiese: «E allora, che cosa fiuti?». Becker rispose che non fiutava niente, a parte i due poliziotti in macchina. E accettò le ragioni di Donnie.

Al circolo Cecil un amico di Tony Mirra che Donnie conosceva appena, salutandolo, gli diede pacche sulla schiena fin quasi alla cintura. Più tardi, vicino ai bagni, gli passò le mani lungo i fianchi della giacca. Cercavano un microfono. Pistone lo spinse via: «Amico, ti sei sbagliato». E se ne andò senza voltarsi. A Little Italy le registrazioni non se le portava nemmeno: «gli estranei potevano essere perquisiti da un momento all’altro».

Nota che nessuno dei due ha mentito con le mani né ha confessato. Né Becker né l’amico di Mirra hanno tradito niente di sé. Le mani hanno fatto una mossa. A una mossa si risponde con una mossa, non con una spiegazione. Un uomo senza microfono non ha niente da dimostrare. Si offende e se ne va.

Venticinque dollari

All’Hippopotamus Mirra e Donnie avevano bevuto gratis tutta la sera. Andando via, Donnie lasciò sul bancone venticinque dollari per il barista. Mirra gli piantò un dito nel petto: «Qui decido io. Metti via i soldi». Pistone rispose: «Come dici tu, Tony». E ammette che mandarla giù gli costò parecchia fatica.

La mancia aveva parlato per Donnie: io pago per me. Il dito aveva risposto: qui offro io.

Da noi era lo stesso, solo senza dita. Sul prezzo con gli alberghi trattavo io. A stringere la mano al direttore arrivava il Don. Una volta ebbi fretta e la strinsi io, per la contentezza. Dopo un mese quel direttore venne a chiedere uno sconto. Non per cattiveria. L’accordo, dopotutto, l’aveva fatto con me, non col Don. Il Don poi mi disse: «La mano la dà chi ne dovrà rispondere».

Lo sguardo

Saviano scrive dei ragazzini di Casal di Principe cresciuti a film di gangster. Agli sguardi, nelle terre della camorra, racconta, si dà un peso serio: uno sguardo storto conta quanto sconfinare nel territorio di un altro. Una rissa cominciava perché qualcuno non aveva abbassato gli occhi. Con uno sguardo, secondo lui, si può offendere più che con le parole. Ci sono ambienti dove uno sguardo è un atto. Se ne risponde come di una parola.

Tirando le somme

Parla in modo da poter rispondere di ogni parola. La mano dalla solo se a risponderne sarai tu. Le mezze frasi lasciale a chi ha qualcosa da nascondere.

E quando ti parlano a mezze frasi, chiediti chi poi le rinnegherà. Quando ti toccano da amico là dove amicizia non ce n’è mai stata, è una mossa, non un sentimento. Rispondi con lo stesso gesto e una domanda tranquilla. Cercano addosso a te quello che non c’è? Non giustificarti. «Ti sei sbagliato» — e vattene.

5 min di lettura

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Parole di Famiglia

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    Parte prima. Come si ascolta

    Capitolo 1. Con che cosa arriva

    1. Con che cosa arriva

    Capitolo 2. In sintonia col mestiere, non coi gesti

    1. In sintonia col mestiere, non coi gesti

    Capitolo 3. Uno di noi

    1. Uno di noi

    Capitolo 4. Di che cosa ha paura chi parla

    1. Di che cosa ha paura chi parla

    Capitolo 5. L'addestramento della recluta

    1. L’addestramento della recluta

    Capitolo 6. Parole e mani

    1. Parole e mani

    Capitolo 7. L'abito fa il monaco

    1. L’abito fa il monaco

    Capitolo 8. Come ragiona l'altro

    1. Come ragiona l’altro

    Capitolo 9. Il prezzo di un complimento

    1. Il prezzo di un complimento

    Capitolo 10. I valori degli altri

    1. I valori degli altri

    Capitolo 11. Come rovinare una conoscenza

    1. Come rovinare una conoscenza

    Capitolo 12. La fiducia come grimaldello

    1. La fiducia come grimaldello
    2. Codice d’onore

    Parte seconda. Che cosa vuole la gente

    Capitolo 13. Perché la gente paga

    1. Perché la gente paga

    Capitolo 14. Prima il cuore, poi i conti

    1. Prima il cuore, poi i conti

    Capitolo 15. Il vocabolario dei sentimenti

    1. Il vocabolario dei sentimenti

    Capitolo 16. Come risvegliare un sentimento

    1. Come risvegliare un sentimento

    Capitolo 17. Vendere col cuore

    1. Vendere col cuore
    2. Codice d’onore

    Parte terza. Come si dice di sì

    Capitolo 18. Il dolore e la soluzione

    1. Il dolore e la soluzione

    Capitolo 19. La scala dell'attenzione

    1. La scala dell’attenzione

    Capitolo 20. Come mostrare la merce

    1. Come mostrare la merce

    Capitolo 21. Vendere col nome

    1. Vendere col nome

    Capitolo 22. La prima latta

    1. La prima latta

    Capitolo 23. L'affare giusto

    1. L’affare giusto

    Capitolo 24. Il quadro senza il passo

    1. Il quadro senza il passo

    Capitolo 25. Spiccioli di tasca

    1. Spiccioli di tasca

    Capitolo 26. Ingresso libero

    1. Ingresso libero

    Capitolo 27. È la cornice che decide

    1. È la cornice che decide

    Capitolo 28. In che cosa crede

    1. In che cosa crede

    Capitolo 29. Chi crede di essere

    1. Chi crede di essere

    Capitolo 30. Come si cambia idea

    1. Come si cambia idea

    Capitolo 31. I pensieri degli altri nella tua testa

    1. I pensieri degli altri nella tua testa
    2. Codice d’onore

    Parte quarta. Parlare in Famiglia

    Capitolo 32. Come parlare al capo

    1. Come parlare al capo

    Capitolo 33. Come si dà un ordine

    1. Come si dà un ordine

    Capitolo 34. Incontri e carte

    1. Incontri e carte

    Capitolo 35. Come riconoscere un bugiardo

    1. Come riconoscere un bugiardo

    Capitolo 36. Cosa non dire ad alta voce

    1. Cosa non dire ad alta voce
    2. Codice d’onore

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